Il 2020 chiude con un guadagno di oltre il 16% per questo bond zero coupon sicuro

Il Bund agosto 2050 e privo di cedola ha regalato grosse soddisfazioni a chi lo aveva acquistato alla fine dello scorso anno.

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Bund 2050 zero coupon in forte crescita quest'anno

Questo è l’ultimo giorno di un anno straordinariamente particolare sui mercati finanziari. Iniziato sui timori di un rallentamento globale, con i segnali di fatica che si registravano già da mesi in Germania, subito è entrato nella storia per la prima pandemia nel mondo avanzato dell’ultimo secolo a questa parte. L’emergenza Covid ha spinto gli investitori a rifugiarsi nei “safe assets”, tra cui il dollaro e i titoli di stato tedeschi. Quando la pandemia ha fatto irruzione in Italia, le borse mondiali sono precipitate come mai così velocemente nella loro storia, arrivando a perdere fino a quasi il 40% in poche settimane. Dalla metà di aprile, tuttavia, la risalita è stata veloce e anch’essa senza precedenti, a conferma della peculiarità di questa fase.

Il Bund negativo fino ai 30 anni mette in trappola la BCE e ora è difficile uscirne

I Bund della Germania sono stati tra i principali beneficiari di questo trend, attirando capitali da ogni parte del mondo. Tra questi ve n’è uno che ha regalato grosse soddisfazioni a chi ci aveva creduto proprio quando iniziava a deprezzarsi. Parliamo del Bund con scadenza 15 agosto 2050 (ISIN: DE0001102481) e zero coupon. Venne emesso nell’agosto dello scorso anno, a distanza di pochi giorni dalla storica discesa dell’intera curva dei rendimenti tedeschi sottozero. Berlino poté permettersi per la prima volta nella sua storia di emettere un titolo di stato a 30 anni senza offrire alcun tasso d’interesse, anzi venendo pagata dal mercato, dato che il bond esitò un rendimento negativo.

Il boom del Bund 2050 quest’anno

A dire il vero, l’emissione fu allora un flop, perché in pochi vollero comprare un bond così caro per una scadenza così lunga.

L’asta andò semi-scoperta. Alla fine del 2019, il titolo, che era stato collocato sul mercato sopra la pari, regrediva sotto i 90 centesimi, offrendo un rendimento di circa un terzo di punto percentuale. E subito si parlò dell’insostenibilità di altre simili emissioni, del fatto che neppure i tedeschi avrebbero potuto pensare più di indebitarsi a costi negativi sul lunghissimo termine. Invece, il Covid ha ancora una volta rimescolato le carte. Il 9 marzo, in coincidenza con il primo “lockdown” imposto dall’Italia contro la pandemia, il bond esplose al suo massimo storico di 115,70 euro. Quel giorno, scese a un rendimento del -0,45%.

I Bund segnalano clima depresso sui mercati: zero coupon a +31% in poche settimane

L’allentamento delle tensioni sui mercati ha ridotto le quotazioni del Bund 2050, che ieri quotava a meno di 105, offrendo un rendimento di poco inferiore al -0,17%. In ogni caso, su base annua metteva a segno un guadagno superiore al 16%. Non solo è di per sé elevato per un’obbligazione, ma oltretutto parliamo di un investimento sicuro sul fronte dell’emittente. La Germania è tra le poche economie a vantare la tripla A come rating sovrano. Per farvi un esempio, se a fine 2019 aveste voluto investire 10.000 euro nominali nel suddetto bond, avreste speso 8.996 euro. Ieri, vi sareste ritrovati in portafoglio un asset da poter rivendere per 10.463 euro, cioè a 1.467 euro in più rispetto all’esborso.

Non vogliamo enfatizzare solo i guadagni, perché gli zero coupon si mostrano particolarmente rischiosi nelle fasi di rialzo dei rendimenti. Non essendovi alcuna cedola a frenare le perdite, queste risulteranno maggiori rispetto a quelle accusate dai bond di pari durata e che offrono tassi d’interesse periodici. In effetti, la volatilità degli zero coupon è massima, dato che il guadagno o la perdita per l’obbligazionista deriva tutto/a dalla differenza tra il prezzo di rimborso alla scadenza e quello di acquisto.

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