I titoli della Turchia continuano a salire tra attacchi ai curdi e taglio dei tassi

I bond turchi restano tonici anche dopo il maxi-taglio dei tassi di settimana scorsa, dimenticando le tensioni tra Ankara e i curdi in Siria. E il mercato si aspetta un ulteriore allentamento monetario.

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I bond turchi restano tonici anche dopo il maxi-taglio dei tassi di settimana scorsa, dimenticando le tensioni tra Ankara e i curdi in Siria. E il mercato si aspetta un ulteriore allentamento monetario.

Il mercato obbligazionario in Turchia resta tonico anche dopo che il maxi-taglio dei tassi di settimana scorsa, deciso dalla banca centrale di Ankara, aveva fatto temere la fine del rally sui timori per una iper-reattività della politica monetaria alla discesa dell’inflazione.

Invece, i rendimenti dei bond governativi a 10 anni sono scesi fin sotto il 13%, ai minimi da un anno e mezzo. Nella mattinata odierna, si attestavano al 13,22%, segnando un ribasso di quasi 220 punti base in appena un paio di settimane. Giù anche i rendimenti a 2 anni, scesi nei giorni scorsi fino a un minimo del 12,69%, mai così bassi da 19 mesi a questa parte, risalendo al 13% attuale e segnando circa -270 bp da metà ottobre.

Maxi-taglio dei tassi in Turchia, bond e lira in calo dopo i forti recuperi

Proprio un paio di settimane fa, scontando i timori per lo scenario geopolitico dopo gli attacchi della Turchia contro i curdi in Siria, le tensioni sui mercati si erano propagate, minacciando il rally obbligazionario e la stabilità del cambio degli ultimi mesi. Tra il cessate il fuoco “imposto” nella sostanza dagli USA ad Ankara e il maxi-taglio dei tassi sulle previsioni di un’inflazione inferiore alle precedenti attese per fine anno, i timori sembrano perlopiù essere rientrati. La stessa lira turca si attesta a un cambio di 5,74 contro il dollaro, in linea con i livelli pre-bellici.

Attesa per nuovo taglio dei tassi

I miglioramenti sono avvenuti anche con riferimento ai bond turchi in dollari USA. Il quinquennale con scadenza marzo 2024 e cedola 5,75% (ISIN: US900123CF53) si è apprezzato del 3,4%, offrendo ora un rendimento inferiore al 5,60% e che si confronta con il 13% del titolo di pari durata ed emesso in valuta locale. E il bond febbraio 2034, cedola 8% (ISIN: US900123AT75), ha guadagnato quasi il 5%, rendendo il 6,50%. Non esiste un bond sovrano in lire turche di pari durata con cui confrontarlo, ma sulla base della curva delle scadenze, possiamo affermare che esso offrirebbe meno della metà di quanto dovrebbe offrire un quindicennale domestico.

Obbligazioni della Turchia in dollari in calo prima del taglio dei tassi

Il rischio sovrano si è ridotto anche guardando al “credit default swaps”, sceso di una sessantina di punti a 326,7 in metà mese (-15,6%).

Tra i fattori che starebbero contribuendo a distendere gli animi anche il miglioramento dell’outlook economico. Secondo il governo, anziché chiudere in recessione del 2,5% come da attese precedenti, il pil segnerebbe un minimo rialzo dello 0,25% nell’intero anno.

E la decelerazione dell’inflazione fa sperare il mercato in un nuovo taglio dei tassi. Guardando ai rendimenti a 2 anni, che captano proprio le attese sulla politica monetaria, si direbbe che gli investitori stimino una riduzione del costo del denaro per altri 100 punti base (1%) e che ciò non venga più percepito destabilizzante per i prezzi, in conseguenza del calo dei tassi un po’ in tutto il mondo. In fondo, a battere i ritmi è la Federal Reserve, che si accinge stasera a tagliare i tassi americani per la terza volta quest’anno.

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