I tassi di interesse reali sono il vero driver del prezzo dell’oro

La correlazione fra prezzo dell'oro e tassi d'interesse nominali. I rendimenti dei titoli di stato non seguono i corsi del metallo giallo

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La correlazione fra prezzo dell'oro e tassi d'interesse nominali. I rendimenti dei titoli di stato non seguono i corsi del metallo giallo

Per chi non lo sapesse, le crescenti tensioni geopolitiche che hanno di recente colpito il panorama degli investimenti avrebbero dovuto portare a una forte spinta verso l’alto del prezzo dell’ oro. Ma gli osservatori del lingotto più attenti avranno notato che mentre la quotazione del petrolio è salita, i prezzi del metallo giallo si sono a malapena mossi in reazione alla decisione del Presidente Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano. Un grande evento geopolitico – e il metallo prezioso non ha fatto nulla. Ciò ha spinto alcuni investitori a chiedersi se l’oro abbia perso il suo status di bene rifugio.

Prima di iniziare a discutere del ruolo dell’oro e di come questo dovrebbe comportarsi a seconda delle circostanze – dice Ned Naylor-Leyland, gestore del fondo Old Mutual Gold & Silver, Old Mutual Global Investors – ricordiamoci del vero driver dell’andamento del suo prezzo. Si tratta semplicemente della dinamica dei tassi di interesse reali. E per “reale” intendiamo, ovviamente, la differenza tra i tassi di interesse nominali e il tasso di inflazione. Con un range dei tassi di interesse reali ristretto, come nella fase attuale, a nostro avviso il prezzo dell’oro non andrà incontro ad alcun movimento repentino. Gli ultimi dati economici statunitensi hanno mostrato una leggera perdita di slancio, un riflesso della crescita globale in generale. Le più recenti cifre sull’inflazione degli Stati Uniti sono risultate marginalmente al di sotto delle aspettative degli analisti, deludendo le speranze di chi aveva attese rialziste sull’indice dei prezzi al consumo. Ma mentre l’inflazione potrebbe essere risultata inferiore al previsto, anche le aspettative sui futuri rialzi dei tassi di interesse (la cosiddetta “forward guidance”) si sono attenuate. Le stime sull’inflazione si sono ridimensionate, e quelle sui tassi d’interesse si sono ridotte. Una situazione di stallo… almeno per il momento.

Quindi, quale sarà il catalizzatore di una variazione nel valore del metallo prezioso? Ebbene, la correlazione tra il costo del petrolio e l’inflazione potrebbe essere ripristinata, causando un aumento dell’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti. Per coloro che hanno una memoria abbastanza lunga, un tempo c’era sempre un nesso di causalità tra queste due variabili. Altrimenti, come stiamo dicendo da tempo  – dice Naylor-Leyland – le aspettative che quest’anno la Federal Reserve possa rapidamente aumentare il costo del denaro per quattro volte potrebbero finire nel dimenticatoio. In tal caso, i tassi di interesse reali potrebbero effettivamente calare rispetto ai livelli attuali. E se così fosse, crediamo fermamente che inizieremo ad assistere a un qualche movimento al rialzo nel prezzo dell’oro.

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Argomenti: Macroeconomia