I “Tango bond” argentini ballano poco dopo la vittoria di Fernandez

I titoli di stato dell'Argentina hanno registrato ieri un andamento misto, pur perdendo un po' tutti tra il 40% e il 50% da inizio agosto. Dopo la vittoria del peronista Fernandez, i mercati attendono di conoscerne i piani sul debito.

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I titoli di stato dell'Argentina hanno registrato ieri un andamento misto, pur perdendo un po' tutti tra il 40% e il 50% da inizio agosto. Dopo la vittoria del peronista Fernandez, i mercati attendono di conoscerne i piani sul debito.

Il panico sui mercati non c’è stato, anche perché la vittoria di Alberto Fernandez era scontata e semmai è risultata più misurata delle previsioni. Il nuovo presidente peronista dovrà, anzitutto, vedersela con un Congresso in cui non dispone della maggioranza assoluta. Già questo un po’ rasserena gli animi tra gli investitori, tanto che il cambio ieri ha chiuso in rialzo al termine della seduta, dopo che il vincitore ha incontrato il presidente uscente Mauricio Macri a Casa Rosada, parlando di “buon dialogo” per gestire la transizione.

L’indice Merval alla Borsa di Buenos Aires ha ceduto il 3%, mentre l’andamento per i “Tango bond” è stato misto.

Il titolo a 100 anni in dollari USA, quello che scade nel 2117 e cedola 7,125%, ha perso un altro 4,27%, portandosi a -44,5% rispetto ai primi giorni di agosto, prima che i mercati prendessero atto della grande vittoria di Fernandez alle elezioni primarie, preludio del successo di domenica scorsa. E così, ieri il bond offriva un rendimento del 18,86%. Sulle scadenze più ravvicinate, abbiamo il bond 2046, sempre in dollari e cedola 7,625%, che eri ha ceduto il 2,2% e che dalle primarie di agosto è crollato anch’esso del 45% a 42 centesimi, rendendo il 18,6%. Invece, il bond in euro con scadenza 2033 e cedola 7,82% saliva dell’1,5% a 49,72%, rendendo il 21,66%, pur perdendo il 40% in due mesi e mezzo, in linea con gli altri titoli di stato dell’Argentina.

Obbligazioni dell’Argentina, ristrutturazione via “haircut”?

Quale ristrutturazione per i “tango bond”?

Cosa si aspettano i mercati sulle obbligazioni? Una qualche forma di ristrutturazione su 100 miliardi di dollari di bond vi sarà, resta da vedere in quali forme. L’ipotesi meno pesante per i creditori sarebbe quella di vedersi rinviate le scadenze (“roll over”), mentre la più estrema prevede il taglio del valore nominale a cui effettuare i pagamenti (“haircut”). Anni dopo il default di fine 2011, Buenos Aires raggiunse con i creditori un accordo per la restituzione di appena il 30% del valore nominale dei bond acquistati. Tuttavia, allora il debito pubblico su cui era avvenuto il default ammontava a oltre 3 volte le riserve valutarie, mentre oggi il rapporto si attesta a un più contenuto 2:1.

Nell’immediato, però, i prezzi dei titoli potranno subire ulteriori perdite per via dell’imposizione annunciata domenica sera dalla banca centrale di stringenti restrizioni agli acquisti di valuta americana: appena 100 dollari al mese in contanti e fino a 200 dollari al mese tramite movimenti bancari, molto meno dei 10.000 dollari sinora vigenti. Ammesso che qualche residente volesse ancora investire i propri capitali nel debito domestico espresso in valute estere forti, troverebbe molte maggiori difficoltà ad accedere a queste ultime.

L’Argentina ritorna peronista, subito super stretta sui dollari: tremano agricoltori e creditori

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