I Btp decennali scendono sotto il 5%

Collocati dal Tesoro titoli di stato a media e lunga scadenza per 7 miliardi di euro con tassi in calo. La Spagna crea una Bad Bank da 90 miliardi e si appresta a chiedere aiuti esterni

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Collocati dal Tesoro titoli di stato a media e lunga scadenza per 7 miliardi di euro con tassi in calo. La Spagna crea una Bad Bank da 90 miliardi e si appresta a chiedere aiuti esterni

 

Si è chiusa oggi con l’assegnazione di 7 miliardi di euro di Btp la tornata delle aste pubbliche del mese di Ottobre. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato 4 miliardi di euro di Btp Novembre 2017 (prima tranche) con tasso fisso lordo del 3,5% offrendo un rendimento del 3,80%, e 3 miliardi di euro di Btp Novembre 2022 (quinta tranche) con tasso fisso lordo del 5,5 % e rendimento al 4,92%. I collocamenti sono stati solo parzialmente condizionati dall’allargamento dello spread col Bund tedesco che in una settimana è passato da 305 a 350 punti riportando il rendimento del decennale italiano per alcune sedute sopra il 5% lordo.  Secondo gli operatori i movimenti sul mercato obbligazionario non sono casuali, ma cadenzati a seconda delle date di collocamento dei titoli di stato italiani e spagnoli: non è infatti la prima volta che prima delle aste dei due paesi europei maggiormente in difficoltà sotto il profilo dei conti pubblici vedono i rendimenti sulla parte lunga della curva crescere alla vigilia dei collocamenti, per poi ripiegare subito dopo l’assegnazione dei Btp. Un vero e proprio accanimento speculativo internazionale – spiega Jean Pierre Despain, strategist per il mercato obbligazionario europeo presso Santander – volto a costringere i paesi in difficoltà a offrire maggiori rendimenti per rifinanziarsi con le banche locali costrette ad assorbire gran parte della domanda che poi viene riversata, in un secondo momento, sul secondario. Gli operatori bancari italiani, in questo momento, possiedono quasi un quarto dei titoli a medio termine e un quinto di quelli decennali, titoli che non sono stati “garantiti” da un eventuale sostegno della Banca Centrale Europea. Ma se per la Spagna i bonos rappresentano circa il 50% del debito obbligazionario statale, per l’Italia i Btp sono il 67%, cioè più dei due terzi.

 

Spagna: al via la bad bank prima della formalizzazione della richiesta di aiuti esterni

 

 

Intanto sul fronte spagnolo, Madrid, dopo aver comunicato che il tasso di disoccupazione aveva superato il 25% nell’ultimo trimestre, ha aggiornato anche il tasso d’inflazione che in ottobre si è portato al 3,5% a causa del rincaro dei prezzi del petrolio. In caduta anche il pil dello 0,3% nel terzo trimestre, ma meno del previsto. Ma la notizia più importante, dopo l’incontro di ieri fra il premier italiano Monti e quello spagnolo Mariano Rajoy è la creazione di una Bad Bank (Sareb), ultimo tassello di un più ampio progetto per procedere alla ristrutturazione del disastrato sistema bancario iberico. Gli attivi bancari in sofferenza, che saranno trasferiti dalle banche spagnole alla bad bank – riporta l’agenzia Asca – non supereranno quota 90 miliardi di euro, come stabilito dal decreto regio sul salvataggio del sistema bancario spagnolo. E’ quanto comunica la nota del Frob (Il fondo statale per la ristrutturazione del sistema bancari) dove viene illustrata la bozza del progetto di ristrutturazione del sistema bancario iberico. Il Frob avrà nella Sareb una partecipazione minoritaria mentre la maggioranza del capitale sarà in capo agli investitori privati. Il trasferimento degli attivi – sempre secondo l’agenzia – in gran parte di mutui su immobili già pignorati, avverrà sulla base di valutazioni prudenziali, per assicurare alla Sareb profittabilità nell’arco della sua esistenza, fissata nell’orizzonte massimo di 15 anni. Gli attivi saranno trasferiti alla Sareb con un sconto medio del 63% sul loro valore lordo di libro. La Sareb sarà finanziata con tre strumenti: garanzie statali sul debito senior emesso dalla stessa società, bond subordinati (perpetuals) e capitale azionario.

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