I Bot annuali restano sotto l’1%, ma le tasse non scendono ancora

L’asta odierna dei titoli di stato ha visto assegnare 8,5 miliardi di euro allo 0,735% per 12 mesi, in leggero rialzo dai minimi. Il governo alza ancora le tasse e non taglia le spese

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’asta odierna dei titoli di stato ha visto assegnare 8,5 miliardi di euro allo 0,735% per 12 mesi, in leggero rialzo dai minimi. Il governo alza ancora le tasse e non taglia le spese

Finite le feste, tornano i BOT in asta. Il 2014 sembra essere iniziato sotto i buoni auspici con il rendimento del BTP decennale sceso sotto la soglia del 4% e lo spread nei confronti del Bund tedesco sotto i 200 punti. Ma se dal punto di vista finanziario, siamo tornati ai livelli pre crisi e il costo del debito pubblico italiano è sceso, i nodi economici e di bilancio dell’Italia sono ancora tutti da risolvere. A cominciare dalla politica fiscale e dal taglio delle eccessive spese dello Stato alle quali il governo dovrà per forza di cose mettere mano per non sforare nuovamente il rapporto deficit/pil al 3%. Il termometro indicatore di questo stato di salute è il debito pubblico, sopra i 2.000 miliardi di euro e vicino alla soglia psicologica dei 2.100 che non è sostenibile in assenza di crescita, ma anche l’alto tasso di disoccupazione, arrivato al 12,7%, uno dei più alti della Ue. Così, se lo Stato non taglierà drasticamente i costi della pubblica amministrazione e del welfare, che sono superiori alla media Ue, i rendimenti dei BTP potrebbero riprendere presto la via del rialzo.

 

Asta BOT 12 mesi: tassi stabili allo 0,735%

In asta oggi il Tesoro ha assegnato BOT a 12 mesi per un importo di 8,5 miliardi di euro, in sostituzione di 9,77 miliardi che andranno in scadenza il 14 gennaio 2014. Annullata l’asta dei BOT a 3 mesi in assenza, riferisce il Tesoro, di specifiche esigenze di cassa. Più nello specifico, si tratta di Buoni con durata 365 giorni, Isin IT0004986391, con scadenza 14 gennaio 2015. Il rendimento offerto, come nelle previsioni, è stato fissato a 0,735%, in rialzo rispetto a quello dell’ultima asta di metà dicembre (0,707%) e vicino al minimo storico di novembre (0,688%). L a domanda è stata fiacca, appena i1,45 volte l’ammontare, contro 1,8 volte dell’asta di dicembre. Del resto, vista anche l’incidenza dei costi bancari e fiscali sui rendimenti lordi, non c’è più convenienza per un risparmiatore comprare BOT. La tornata d’aste proseguirà lunedì col lancio del nuovo BTP a 3 anni dicembre 2016, con un’offerta di 3,5-4 miliardi. Sono inoltre previste le riaperture sulle scadenze 7 anni (2-2,5 miliardi) e 15 anni (1,25-1,75 miliardi). L’intonazione sull’Italia e sulla periferia continua ad andare bene in questo inizio anno – commenta un trader – anche grazie all’allentamento delle tensioni sui debiti dei paesi periferici europei e alla politica monetaria della BCE che ha confermato il costo del denaro allo 0,25%. Il Portogallo ha riaperto, via sindacato, un titolo di Stato quinquennale per 3,25 miliardi di euro incassando richieste per oltre 11 miliardi. Successo analogo per il nuovo decennale irlandese collocato ieri, sempre via sindacato, con un importo di 3,75 miliardi e ordini per oltre 14 miliardi. La Spagna ha invece collocato stamane in asta oltre 5 miliardi di euro di titoli a medio lungo, compreso il nuovo benchmark quinquennale 2019. Il Ministero ha anche fornito un aggiornamento sui Bot in circolazione che, alla data del 2 gennaio del 2014, risultavano essere così distribuiti: 97,88 miliardi di euro di Bot a 12 mesi e 52,01 miliardi di euro di Bot a sei mesi per un controvalore complessivo pari a 149,89 miliardi di euro.

 

 

Bankitalia: crollo dei presti alle famiglie 

Sul fronte macroeconomico e fiscale, il livello di attenzione continua restare alto il dibattito sulla Tasi, la nuova imposta sugli immobili, ma anche sul tagli delle spese statali che faticano a trovare una soluzione. [fumettoforumleft]Se ne parla ormai da troppo tempo – osserva la gente – ma la politica e la classe dirigente non vuole proprio metterci mano. Intanto i prestiti bancari sono risultati ancora in calo a novembre. Bankitalia registra una contrazione annuale del 4,3%, 16esimo dato negativo consecutivo e maggiore calo almeno dall’agosto 2012. Nel dettaglio, il credito alle famiglie segna una flessione dell’1,5% sui 12 mesi (-1,3% nel mese precedente). Mentre crollano i prestiti alle imprese, giù del 6% (-4,9% a ottobre). Salgono i depositi privati: 6,1% da 5,4%. In lieve calo i tassi d’interesse sui mutui, al 3,86% (3,90% a ottobre). Leggera riduzione anche per le sofferenze, al 22,8% dal precedente 22,9%. Sale invece la raccolta: il tasso di crescita dei depositi è pari al 6,1% (era 5,45).

 

APPROFONDISCI – Bankitalia, prestiti a imprese a novembre mai così male dal 2001

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani