I bond sauditi fanno gola con questi rendimenti e un Brent salito già del 25% quest’anno

Il mercato sovrano del regno saudita diventa allettante con il rincaro del petrolio e il deprezzamento dei titoli di stato

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Bond sauditi più appetibili

I rendimenti sono in netta risalita in tutto il mondo. Ieri, il Treasury a 10 anni si è avvicinato alla soglia dell’1,40%, mentre quello a 30 anni ha toccato il 2,20%. Il fenomeno riguarda la reflazione parzialmente in corso e parzialmente attesa per i prossimi mesi. E c’è ottimismo sugli stimoli fiscali da 1.900 miliardi di dollari dell’amministrazione Biden, che dovrebbero diventare realtà da qui a poche settimane, dopo avere passato per le forche caudine del Congresso.

La lievitazione dei rendimenti americani ha inevitabilmente colpito anche i mercati sovrani emergenti in dollari. L’Arabia Saudita è un esempio piuttosto lampante di quanto stia accadendo. Abbiamo selezionato per voi tre suoi bond a lunghissima scadenza, i quali ci offrono una buona panoramica del tonfo accusato dal comparto. Iniziamo con il titolo 26 ottobre 2046 e cedola 4,5% (ISIN: XS1508675508), che quest’anno ha perso il 5,7%, scendendo a una quotazione di 116,4 nella seduta di ieri. Pertanto, in sette settimane il rendimento è salito dal 2,90% al 3,32%.

Stesso andamento per il bond a 40 anni, quello in scadenza il 22 aprile 2060 e cedola 4,5% (ISIN: XS2159975882). Quest’anno, ha perso ben quasi l’8%, quotando ieri in area 116. Ha visto salire il proprio rendimento dal 3,06% al 3,53%. Rispetto ai rendimenti americani a 30 anni, lo spread si è ristretto, tuttavia, da 141 a 133 punti base. E il nuovo bond a 40 anni, emesso alla pari solamente a fine gennaio, con scadenza 2 febbraio 2061 e cedola 3,45% (ISIN: XS2294323386) è sceso di circa il 4% in meno di un mese, salendo da un rendimento del 3,45% al 3,68%. Anche in questo caso, lo spread con il Treasury a 30 anni è scivolato da 159 a 148 punti base.

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Migliorano le prospettive macro per l’Arabia Saudita

In buona sostanza, i bond sauditi si sono deprezzati più che altro per l’aumento globale dei rendimenti, non per un qualche fattore specifico che riguardi Riad.

In effetti, l’outlook per il regno è sensibilmente migliorato nelle ultime settimane. Il prezzo del petrolio è cresciuto di ben il 25% quest’anno e grazie al taglio dell’offerta annunciato dai sauditi per i mesi di febbraio e marzo, pari a 1 milione di barili al giorno. Ieri, il Brent sostava in area 64,25 dollari. A questi prezzi, da oggi e fino a tutto il resto dell’anno l’Arabia Saudita incasserebbe oltre 31 miliardi di dollari in più, qualcosa come il 4% del PIL. E non stiamo tenendo conto dei maggiori incassi già avvenuti tra l’inizio dell’anno e ieri, né dell’aumento molto probabile della produzione a partire da aprile.

Il 2020 si è chiuso con un deficit al 12%, ma il governo punta a tagliarlo al 4,9%. Il debito pubblico è sì salito considerevolmente a seguito del crollo delle entrate fiscali provocato dal mini-barile, ma a un rassicurante 33% del PIL. E si consideri che il regno dispone di riserve valutarie per oltre 450 miliardi, qualcosa come circa il 57% del PIL. Le buone notizie non finiscono qui per Riad. Goldman Sachs stima in 75 dollari al barile il prezzo del Brent nel terzo trimestre. Sarebbero altri 10 dollari abbondanti in più rispetto ad oggi, con un impatto positivi per i ricavi di Aramco, gallina dalle uova d’oro del regno, di 80-90 milioni al giorno, a seconda dei livelli di produzione. Su base annua, farebbero tra 29 e 33 miliardi in più, un altro 4% del PIL.

Cosa vogliamo dire con questo? I rendimenti globali stanno certamente risalendo, ma il rischio sovrano saudita sta riducendosi proprio per effetto del rincaro del greggio, fonte principale di esportazione e di entrate fiscali del paese. Di questo passo, non sarebbe difficile immaginare un ritorno di fiamma degli investitori verso Riad, pur al netto delle incertezze geopolitiche che riguardano le relazioni diplomatiche tra la nuova amministrazione americana e la monarchia retta nei fatti dal principe Mohammed bin Salman.

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