Le obbligazioni greche a cinque anni rendono meno del 5%

Torna la fiducia verso i titoli di stato di Atene. Domanda oltre sei volte superiore per il nuovo bond con scadenza 2019. Per gli analisti il peggio è alle spalle

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Torna la fiducia verso i titoli di stato di Atene. Domanda oltre sei volte superiore per il nuovo bond con scadenza 2019. Per gli analisti il peggio è alle spalle

Dopo 4 anni di digiuno, la Grecia torna a emettere titoli di stato. La cura da cavallo imposta dalla Troika alle disastrate finanze di Atene sta cominciando a dare i suoi frutti e gli investitori sono tornati ad acquistare obbligazioni greche. Questo non significa che i problemi economici e sociali siano stati risolti, anzi: la popolazione versa in condizioni di semipovertà e il disagio sociale è palpabile fra le famiglie. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 26,7% lo scorso mese di gennaio, il doppio di quello italiano. Ma tant’è, dal punto di vista finanziario le cose si stanno mettendo bene, nonostante sul debito pubblico permanga una valutazione estremamente speculativa da parte degli analisti (rating Caa3 per Moody’s e B- per Standard & Poor’s e Fitch). Il Pil della Grecia, tuttavia, è visto in crescita quest’anno dello 0,6% e del 2,6% il prossimo anno, secondo le stime del FMI, anche se molto dipenderà dall’attuazione delle riforme messe in campo dal governo Samaras. A beneficiarne è tutto il debito pubblico greco con il bond decennale in continuo apprezzamento sul mercato e con il rendimento visto ormai sotto il 6% (vedi grafico sotto).

 

 

Obbligazioni Grecia tasso fisso 4,75% 2019

 

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Il successo del lancio del bond quinquennale – osservano gli analisti – ha più valore simbolico che concreto e serve a infondere il ritorno di fiducia degli investitori verso la Grecia. Si tratta di un primo passo verso l’uscita di Atene dal bailout, anche se il Tesoro ellenico raccoglie già 1 mld euro al mese tramite il collocamento di titoli a 13 e 26 settimane. La Grecia ha ricevuto molto interesse nei giorni scorsi per il lancio del benchmark a 5 anni (Isin GR0114028534) che segna il ritorno del Paese sul mercato primario dopo il salvataggio e le offerte, ancor prima dell’apertura del book, avevano già superato i 20 miliardi. Vero che si tratta di un prestito sindacato (Bank of America Merrill Lynch, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Hsbc, Jp Morgan e Morgan Stanley), però è indicativo della volontà della Grecia di ritornare a pieno titolo sul mercato primario. [fumettoforumleft]Così, l’asta della Grecia del nuovo titolo a 5 anni è stata un successo. Il Tesoro ellenico ha raccolto 3 miliardi euro al 4,95% a fronte di richieste oltre sei volte superiori.Il ritorno di Atene sui mercati segnala la solida domanda per il debito periferico guidata da diversi fattori, come il miglioramento delle prospettive economiche, la percezione di aver superato la crisi, le migliori condizioni fiscali, gli sviluppi positivi nella governance dell’Eurozona e l’ottimismo sul fatto che la Bce è pronta ad agire, conclude l’esperta. Il nuovo bond, negoziabile per tagli minimi di 1.000 euro, ha una cedola fissa del 4,75% che staccherà il 17 aprile di ogni anno fino al 2019.

 

Debito Grecia, il commento degli analisti

 

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L’emissione è stata “un successo”, commenta Annalisa Piazza, strategist di Newedge, spiegando che l’evento segnala “la solida domanda per il debito periferico” unito all’ottimismo sul fatto che la BCE è pronta ad agire, conclude l’esperta. Il sentiment favorevole nei confronti della periferia ha creato un contesto favorevole per la prima asta greca a medio termine anche secondo un altro strategist sentito da MF-DowJones. Per l’esperto si è trattato infatti di “un esordio molto positivo”. Altro motivo di forte interesse da parte degli investitori internazionali è stato “il rendimento molto appetibile “, dato che “in questo momento è difficile trovare altri titoli che offrano lo stesso ritorno”. Con oggi Atene sembra aver voltato pagina, ma lo strategist puntalizza che “il rating della Grecia è ancora molto basso”. Negli ultimi anni l’Eurozona e l’Fmi hanno spero circa 240 mld euroin favore di Atene e “i primi segnali positivi stanno arrivando”, continua l’esperto, sottolineando che “la parte peggiore della crisi è lontana e la buona accoglienza dell’asta odierna ne è la prova più chiara ed evidente”.  

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni High Yield, Ratings, Titoli di Stato Italiani

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