I bond europei dei ‘porti sicuri’ saliti fino al 15% in 40 giorni e il mercato fa festa

La curva dei rendimenti in Germania è tornata interamente negativa, con il trentennale ad avere segnato rialzi a doppia cifra con l'emergenza Coronavirus.

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La curva dei rendimenti in Germania è tornata interamente negativa, con il trentennale ad avere segnato rialzi a doppia cifra con l'emergenza Coronavirus.

L’intera curva delle scadenze in Germania è tornata negativa. Per la prima volta, era accaduto agli inizi dell’agosto scorso, quando anche i rendimenti a 30 anni erano scesi sottozero. Poi, tra l’allentamento delle tensioni internazionali e le prese di profitto, i Bund erano ridiventati remunerativi, pur di qualche punto base, sopra i 15-20 anni. Ieri, l’allarme Coronavirus lanciato dal G-20 e, soprattutto, l’emergenza che sta colpendo l’Italia, hanno fatto tornare il trentennale tedesco in area negativa. Il Bund agosto 2050, emesso sei mesi fa per la prima volta nella storia della Germania senza alcuna cedola, offriva un rendimento del -0,02%. E il decennale tornava a quota -0,50%, ai minimi da inizio ottobre scorso.

La fuga dei capitali verso i beni-rifugio, tra cui proprio la carta tedesca, fa sorridere il mercato, perché il Bund a 30 anni può esibire guadagni del 12% in appena 40 giorni. Risalito poco sopra la parità, si attestava a meno di 90 centesimi il 13 gennaio scorso. Chi pensava che non sarebbero stati più possibili ulteriori rialzi e che i detentori dei bond tedeschi sarebbero incorsi certamente in perdite alla scadenza o all’atto del disinvestimento anticipato è stato ancora una volta smentito, a conferma della fase eccezionalmente critica in cui i mercati finanziari versano.

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Anche la Svizzera regala soddisfazioni

La Germania continua ad attirare capitali grazie alle cattive notizie, anche quando la riguardano direttamente, come i venti di crisi negli ultimi mesi. Gli investitori puntano sui Bund per sfuggire ai titoli di stato meno sicuri, come sono percepiti tra gli altri i BTp, così come per cautelarsi da un ripiegamento azionario.

Più la paura cresce, più bassi i rendimenti tedeschi. Il fenomeno riguarda anche gli altri cosiddetti “porti sicuri”. La Svizzera è per antonomasia uno di questi. Qui, il trentennale ieri quasi sfiorava il -0,50%, apprezzandosi di oltre il 5,5% da metà gennaio, prima che esplodesse la psicosi mondiale da Coronavirus.

Il bond elvetico, che offre cedola annuale del 4% e che sul mercato secondario scambia a più di 238, ha guadagnato il 18,5% nell’ultimo anno. In altre parole, attualmente viene comprato a poco meno di 2,5 volte il suo valore nominale. E la scadenza più longeva dello stato alpino si ha nel giugno 2064, il cui rendimento sale di poco al -0,40%. E qui, i guadagni sono stati ancora più marcati nelle ultime settimane: +12,5% da metà gennaio. Su base annua, segna +27,5%. E questi rialzi vengono amplificati dall’effetto cambio, poiché il franco svizzero si è apprezzato contro l’euro di quasi il 2% da metà gennaio e del 6,5% su base annua. Un italiano che avesse investito sui titoli svizzeri, quindi, oggi porterebbe a casa guadagni complessivi per quasi il 15% in poche settimane e del 34% in appena un anno.

Se la Federal Reserve dovesse segnalare nei prossimi mesi l’intenzione di tornare a tagliare i tassi, prendendo atto dei rischi globali, dentro la BCE potrebbero attenuarsi le preoccupazioni per l’eccessivo accomodamento monetario, sostenendo ancora di più il mercato a reddito fisso nell’Eurozona. Quanto alla Banca Nazionale Svizzera, probabile che stia già intervenendo sul forex per indebolire il cambio, ai massimi da 4 anni e mezzo, con l’intento di dissuadere i capitali esteri dal fare ingresso nel paese. Ad oggi, non ci è riuscita.

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