I bond Codere 8,25% 2015 sono a rischio default

Rendimenti alle stelle per le obbligazioni della multinazionale spagnola dei giochi. A rischio i pagamenti delle cedole del 15 giugno dopo i conti deludenti del primo trimestre. Moody’s taglia il rating a Caa2

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Rendimenti alle stelle per le obbligazioni della multinazionale spagnola dei giochi. A rischio i pagamenti delle cedole del 15 giugno dopo i conti deludenti del primo trimestre. Moody’s taglia il rating a Caa2

Le slot machines di Codere si sono inceppate. La multinazionale spagnola di giochi d’azzardo, conosciuta anche in Italia e presente sul mercato dei capitali con due obbligazioni high yield, è finita recentemente sotto pressione dopo aver pubblicato risultati trimestrali deludenti che hanno messo in apprensione investitori e analisti. Alla borsa di Madrid le azioni Codere sono precipitate ai minimi storici a quota 1,35 euro con una perdita del 55% da inizio anno e del 86% dal 2011. Si teme – secondo gli analisti di Moody’s – un default sui pagamenti previsti per il 15 giugno, ragion per cui il rating è stato abbassato a Caa2, mentre per Standard & Poor’s è già CCC con outlook negativo da un pezzo.

 

Rischio fefault Codere sul pagamento della cedola del 15 giugno

 

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Termometro indicatore e anticipatorio dello stato di salute delle finanze di Codere sono i rendimenti delle due obbligazioni senior quotate alla borsa del Lussemburgo. Il bond Codere Finance 8,25% scadenza 2015 (ammontare 780 milioni – XS0222158767, XS0528926354), rende il 37%, mentre il bond Codere Finance 9,25% scadenza 2019 (ammontare  300 milioni di dollari – USL1861KAG33), rende il 24%. In pratica quella più lunga paga un rischio minore di quella più corta segnalando così la classica inversione dei rendimenti a scadenza anticipatoria di default tecnico. Il 15 giugno, difatti, scade un prestito bancario senior da 60 milioni che non è ancora stato rifinanziato dal gruppo – come riporta Bloomberg – ed è di vitale importanza per il proseguimento delle attività finanziarie di Codere. Il mancato rinnovo di tale prestito costituisce evento di default su tutta la linea di pagamenti del gruppo, comprese le obbligazioni in parola. Non solo, sempre alla stessa data, è previsto il pagamento di 32 milioni di euro di cedole semestrali sul bond Codere 8,25% 2015 su cui si addensano dubbi e incognite circa il regolare stacco alla data prevista, ragion per cui molti investitori stanno vendendo a piene mani.

Insomma, una situazione abbastanza critica e incerta, anche perché, nonostante le disponibilità di cassa siano ampiamente sufficienti (103 milioni di euro al 31 marzo), il gruppo deve fronteggiare quest’anno scadenze fiscali e spese molto pressanti che potrebbero diventare insostenibili a fronte di previsioni di calo dell’ebitda. E anche se Codere riuscisse a rinegoziare i prestiti con le banche e a pagare gli interessi sul bond, resterà da sciogliere a breve il nodo relativo al rifinanziamento delle obbligazioni in scadenza nel 2015. La società ha infatti ridimensionato a 270-285 milioni il livello di ebitda per quest’anno a causa delle negative performance derivanti da Messico, Colombia e Uruguay e non prevede nell’immediato un recupero dei margini. A tal fine, Codere lo scorso mese di Aprile aveva ingaggiato la società di consulenza Perella Weinberg Partners per assistere la compagnia relativamente ai pagamenti in corso e alla rinegoziazione della scadenza bancaria da 60 milioni.

 

Conti di Codere sotto pressione per colpa di Argentina e Italia

 

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A livello di conti, il gruppo Codere, che realizza più di un terzo dei ricavi in Argentina, ha riportato una perdita netta di 20,9 milioni di euro e un ebitda di 62,1 milioni, in calo del 23% (il più basso degli ultimi 10 trimestri), a causa dei minori introiti derivanti dai paesi economicamente più in difficoltà: Italia e Argentina. Negativo anche l’andamento del debito netto che è cresciuto di 46,8 milioni di euro per un totale di 1,12 miliardi (di cui 980 milioni di bonds), quattro volte l’ebitda atteso e poco inferiore alla capitalizzazione del gruppo. Complessivamente i ricavi sono scesi dell’1,4% nei primi tre mesi del 2013, a quota 397,6 milioni di euro, a causa dell’impatto negativo dei due paesi menzionati, parzialmente compensati dall’incremento delle attività in Messico. Ma, numeri a parte, Codere resta leader dei giochi in Europa e America Latina, settore promettente anche per le casse dei vari stati in cui opera.

Per questo è impensabile che una società del genere possa finire in bancarotta il prossimo mese di giugno su un rifinanziamento da 60 milioni – dice Javier Esteban, analista di Banco Sabdel – anche perché la multinazionale spagnola dà lavoro, oltre che a migliaia di dipendenti, anche a centinaia di fornitori e piccole imprese consociate che forniscono assistenza continua alle oltre 56mila macchine da gioco sparse per il mondo. A marzo, inoltre, è stato aperto il nuovo Casino Carrasco presso l’Hotel Sofitel di Montevideo con 116 sale da gioco, 405 slot e 25 tavoli e non sarebbe certo una bella presentazione annunciare che la società che lo gestisce è finita in default.

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