High yield e obbligazionario dei mercati emergenti: ci sono opportunità per AXA

Chris Iggo, Cio Obbligazionario, Axa Investment Managers spiega perchè la volatilità faccia bene ai mercati obbligazionari

di Enzo Lecci, pubblicato il
Chris Iggo, Cio Obbligazionario, Axa Investment Managers spiega perchè la volatilità faccia bene ai mercati obbligazionari

Secondo Chris Iggo, Cio Obbligazionario, Axa Investment Managers, la volatilità ha caratterizzato i mercati per buona parte del 2018: il VIX, soprannominato l’indice della paura, è salito molto a febbraio dopo un 2017 tranquillo. Nonostante qualche preoccupazione, Iggo ritiene che nella seconda metà del 2018 si aprano numerose opportunità per gli investitori obbligazionari attivi, soprattutto nel segmento high yield e nei mercati emergenti.

In questo momento – afferma l’analista – le prospettive ci sembrano positive per il credito high yield; gli spread si sono ampliati e l’aumento dei tassi di interesse ha fatto salire i rendimenti, riportando valore in questo segmento. Gli spread investment grade sono stabili, offrono rendimenti supplementari per gli investitori high yield e in Europa lo spread è molto più alto di quanto non lo sia stato per buona parte del 2017. Finché la volatilità dei mercati azionari resterà su livelli contenuti e i tassi di insolvenza resteranno bassi (come previsto), il segmento high yield dovrebbe fare bene quest’anno e il reddito fisso potrebbe realizzare i rendimenti migliori.

Nello scenario attuale – continua l’analista di Axa – in cui i tassi di interesse sembrano destinati a salire, continuiamo a preferire i titoli high yield short duration. Da inizio anno, il debito dei mercati emergenti ha realizzato performance negative. Questo trend è stato causato sicuramente da un’aumentata sensibilità nei confronti del rialzo del dollaro e dei tassi di interesse negli Stati Uniti. Non è una novità per questi mercati. I Paesi con livelli elevati di debito estero in valuta forte sono particolarmente vulnerabili. Se anche il sentiment degli investitori dovesse peggiorare, i flussi di capitale potrebbero risentirne molto, poiché oltre all’andamento del dollaro il rendimento complessivo (negativo) del debito dei mercati emergenti da inizio anno dipende anche dall’aumento dei premi per il rischio sugli strumenti dei mercati emergenti, evidenziato dall’aumento degli spread.

La prima è che questa asset class è diventata più conveniente. Gli spread oggi sono leggermente oltre le medie a lungo termine e il rendimento complessivo è molto più alto rispetto all’inizio dell’anno. Per esempio, un portafoglio di obbligazioni dei mercati emergenti short duration oggi può produrre un rendimento tra il 4,5% e il 5% rispetto al 3,5% circa della fine dello scorso anno. La seconda è che i fondamentali sono a nostro avviso ancora favorevoli. La crescita procede bene nei mercati emergenti, così come molte delle principali economie hanno ancora una certa flessibilità politica per compensare la debolezza del mercato o eventuali segnali di rallentamento della crescita.

Nel medio termine – conclude Chris Iggo, Cio Obbligazionario, Axa Investment Managers – sono convinto del ruolo dei mercati emergenti in un portafoglio a reddito fisso globale. Questi offrono un rendimento aggiuntivo rispetto agli altri strumenti in valuta forte, diversificazione in caso di esposizione sulla valuta locale nonché la capacità di sfruttare i fattori macroeconomici che differiscono dai mercati sviluppati. Inoltre, strutturalmente, la Cina diventerà una componente molto importante del reddito fisso globale una volta che le sue obbligazioni entreranno a far parte di alcuni importanti indici mondiali.

In sintesi quindi ricordiamo quelle che sono le basi dell’analisi dell’esperto: torna il valore nel credito high yield con gli spread che si sono ampliati e l’aumento dei tassi di interesse che ha fatto salire i rendimenti.

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Argomenti: Mercati Emergenti