Groupama non paga le cedole, titoli a picco

La compagna assicurativa francese trattiene 63 milioni di euro in interessi maturati sulle obbligazioni perpetue 6,298%. L’agenzia Fitch taglia il rating a BB+ e il mercato esprime dubbi sul futuro del gruppo

di , pubblicato il
La compagna assicurativa francese trattiene 63 milioni di euro in interessi maturati sulle obbligazioni perpetue 6,298%. L’agenzia Fitch taglia il rating a BB+ e il mercato esprime dubbi sul futuro del gruppo

Groupama cancella il pagamento degli interessi e fa tremare il mercato obbligazionario dei titoli finanziari. Il consiglio di amministrazione della seconda compagnia assicurativa francese, nota in Italia per aver acquistato nel 2009 la Nuova Tirrena, ha annunciato venerdì scorso di non procedere al pagamento degli interessi sulle obbligazioni subordinate Tier I Groupama da 1 miliardo di euro con scadenza 2049 e cedola del 6,298% (Isin FR0010533414). Il non versamento degli interessi (63 milioni di euro) previsto per il 22 ottobre non costituisce di per sé un evento di default essendo un’opzione prevista dal regolamento del prestito obbligazionario che fa capo più in generale alle caratteristiche delle obbligazioni perpetue. La cedola del bond Groupama S.A. sarà quindi persa e non più esigibile. Del resto, questi strumenti finanziari ibridi sono considerati ad alto rischio e vanno maneggiati con estrema prudenza perché, se la società va male, si rischia di perdere sia il capitale che gli interessi maturati. E  il gruppo assicurativo francese sta attraversando un pessimo momento a causa delle pesanti perdite subite per l’esposizione verso la Grecia e sui mercati azionari, che hanno portato al brusco licenziamento dell’amministratore delegato Azema. Guardando i conti, il 2011 si è chiuso con una maxi-rosso di 1,76 miliardi di euro dopo svalutazioni per 3 miliardi e il primo semestre di quest’anno ha segnato una perdita di 87 milioni di euro per un giro d’affari calato del 16% a 9,2 miliardi. Dati che hanno fatto scattare la clausola del non pagamento degli interessi sull’obbligazione subordinata, poiché strettamente dipendenti dai risultati economici dell’emittente, come accaduto all’inizio di quest’anno in Italia per il bond convertendo 6,75% 2013 emesso dalla Banca Popolare di Milano.

 

Rating Groupama: downgrade di Fitch ma anche le altre agenzie sono pronte a tagliare

 

Se dal punto di vista formale appare tutto regolare per questo genere di obbligazioni ibride, va osservato che la decisione di sopprimere la cedola rientra nelle misure eccezionali o di emergenza di un emittente finanziario, poiché, come vuole la prassi consolidata, non è conveniente da un punto di vista di credibilità della società saltare un pagamento o la prima data di richiamo anticipato prevista dai bond perpetui (call) rispetto alla naturale scadenza siderale del titolo. Ne va dell’immagine della società, del settore finanziario, ma anche del mercato dei titoli subordinati in generale. C’è il rischio, insomma, che gli investitori si allontanino da un particolare mercato che muove ogni giorno miliardi di euro. E chi compra obbligazioni perpetue sono principalmente i  grossi fondi assicurativi che pianificano investimenti a lungo termine nei loro fondi pensione o nelle polizze vita. Così, dopo la notizia di venerdì, il titolo Groupama 6,298% è crollato del 17%, a quota 42, trascinando al ribasso anche le altre due obbligazioni perpetue, benché siano strutturate diversamente (Tier II), e consizionado negativamente il mercato obbligazionario del comparto finanziario e assicurativo europeo. Insomma, un brutta figura a cui ha fatto immediatamente seguito il downgrade dell’emittente da parte dell’agenzia di rating Fitch, solitamente prudente nel rilasciare giudizi rispetto alle sorelle americane Mooody’s e Standard & Poor’s, da BBB a BB+ con outlook negativo abbassando contestualmente il merito creditizio del titolo ibrido in questione a CCC. Non è escluso ora che a breve anche altre agenzie di rating calino la scure su Groupama con pesanti ripercussioni sui costi di rifinanziamento della società, oltre ad alimentare eccessivo pessimismo verso il settore assciurativo.

 

Groupama ha perso 3 miliardi di euro in Grecia, ma forse non è tutto

 

Benché i problemi della compagnia siano ben noti da tempo – commenta un analista di Societé Générale che preferisce restare anonimo – non si comprende come mai i vertici abbiano deciso, a due settimane dal pagamento degli interessi, di cancellare la cedola su questo bond dopo aver corrisposto lo scorso mese di luglio 22 milioni di euro di interessi  sull’obbligazione perpetua FR0010208751 (Fitch B+) e rassicurando nel contempo il pagamento del coupon da 59 milioni il prossimo 27 ottobre sulla perpetua FR0010815464 (Fitch B-).  Anche se questi ultimi due titoli godono di un grado di subordinazione leggermente migliore rispetto al primo, la decisione del management appare ancora più incomprensibile alla luce di quanto dichiarato dal direttore generale di Groupama, Thierry Martel, lo scorso mese di marzo in occasione di un incontro con gli analisti per discutere della crisi greca in cui si diceva che la compagnia aveva stanziato soldi sufficienti per pagare tutte le cedole previste per il 2012. Alcuni nostri grossi clienti – prosegue l’analista – stanno valutando la possibilità di intraprendere un’azione legale nei confronti di Groupama per false comunicazioni al mercato, mentre partità a breve una segnalazione all’AMF – Autorité des marchés financiers.

Anche perché a questo punto è probabile che la compagnia assicurativa non abbia raccontato tutta la verità sulle perdite subite negli investimenti in Grecia, come dimostrato dal fatto che il piano di dismissione di quote azionarie nell’ambito della ristrutturazione finanziaria ha subito nel terzo trimestre dell’anno un’improvvisa accelerazione. E che la decisione di non pagare la cedola, non a caso, è stata presa dopo la chiusura dei conti trimestrali al 30 settembre (non ancora diffusi). L’impatto finanziario della crisi greca – aveva spiegato la società in una nota –  è stato di oltre 3 miliardi di euro, di cui 1,55 miliardi sui titoli sovrani e 1,5 miliardi da perdite di capitale e deprezzamento di partecipazioni strategiche. Ma potrebbe essere andata peggio. A giugno, infatti, Groupama si è affrettata a raggiungere un accordo per la vendita ad Allianz France del settore danni di Gan Eurocourtage e ha ceduto la filiale spagnola al Catalana Occidente, mentre a luglio ha venduto l’attività marittima e di trasporto di Gan Eurocourtage a Helvetia siglando un accordo con Generali Ppf per la cessione di Proama in Polonia.
Non solo, al 30 giugno scorso il valore complessivo delle partecipazioni significative del gruppo ammontava a 1,77 miliardi di euro (per 1,36 miliardi in società francesi) contro 2 miliardi a fine 2011.

Argomenti: