Groupama dalle stalle alle stelle coi bond perpetui

I titoli subordinati del gruppo assicurativo francese sono tornati a pagare le cedole dopo che l’emittente le aveva sospese. Il bond ha messo a segno un rialzo del 185% in dodici mesi

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I titoli subordinati del gruppo assicurativo francese sono tornati a pagare le cedole dopo che l’emittente le aveva sospese. Il bond ha messo a segno un rialzo del 185% in dodici mesi

Obbligazioni Groupama subordinate col vento in poppa.  Il noto gruppo assicurativo francese è tornato a corrispondere interessi sul bond perpetuo da 1 miliardo di euro emesso nel lontano 2007 tornando così a infondere fiducia negli investitori. Solo un anno fa l’emittente aveva sospeso lo stacco delle cedole in concomitanza con il picco della crisi sofferta dalla società assicurativa transalpina che aveva visto il bilancio finire in territorio negativo per 87 milioni di euro e con un rosso sull’esercizio  2011 da 1,76 miliardi di euro. Oggi, grazie al ritorno in nero nei primi sei mesi per 187 milioni di euro, Groupama è tornata a rassicurare il mercato e gli investitori mettendo in pagamento lo scorso 22 ottobre più di 60 milioni di euro sottoforma di cedole annuali.

 

Obbligazioni Groupama 6,298% 2043: +185% in soli 12 mesi

 

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Le obbligazioni Groupama 6,298% Tier I perpetue (Isin FR0010533414) rientrano fra gli strumenti finanziari più rischiosi del mercato perché, se la società va male, si rischia di perdere sia il capitale che gli interessi maturati. E  il gruppo assicurativo francese lo ha dimostrato avendo attraversato un pessimo momento a causa delle pesanti perdite subite per l’esposizione verso la Grecia e sui mercati azionari, che hanno portato alla sospensione del pagamento degli interessi lo scorso anno a seguito del crollo del giro di affari del 16%, a quota 9,2 miliardi. Dati che hanno fatto scattare la clausola del non pagamento degli interessi sull’obbligazione subordinata in parola, poiché strettamente dipendenti dai risultati economici dell’emittente, gettando nel panico gli investitori. Il bond 12 mesi fa era arrivato a prezzare meno del 30% del nominale. La società è però riuscita a risollevarsi dopo due esercizi finanziari pesanti uscendo abilmente dalle secche e realizzando utili semestrali per 187 milioni di euro.

A beneficiarne è stato soprattutto il bond subordinato perpetuo che ha inanellato una serie di rialzi da primato facendo registrare al momento un progresso del 185% (vedi grafico). E la corsa non sembra ancora finita. Ai corsi attuali (85%), considerando il coupon annuale fisso del 6,298%, il titolo rende poco meno del 12% fino al 20 ottobre 2017, data per la quale scatta il diritto ad esercitare il richiamo anticipato a 100 (call option) da parte dell’emittente. In caso di mancato esercizio della call, Groupama continuerà a maturare interessi variabili indicizzati all’Euribor trimestrale maggiorato del 2,60%. Opzione che solitamente viene esercitata dagli emittenti assicurativi e bancari in condizioni di mercato normali. A maggior ragione in un contesto finanziario europeo che vede le società finanziarie impegnate a ridurre sensibilmente l’esposizione debitoria subordinata.

 

Fitch, Groupama alza il rating a BBB-

 

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Il rating Groupama è tornato a livelli di “investment grade”.  Già dallo scorso mese di marzo l’agenzia di rating Fitch aveva alzato le stime della compagnia assicurativa francese, riconfermandole poi ad agosto in occasione della pubblicazione dei risultati semestrali. Fitch ha così alzato il rating di solidità finanziaria di Groupama e delle sue controllate a ‘BBB-‘ da ‘BB+’. Migliora anche la valutazione di emittente che passa a ‘BB+’ da ‘BB’. In entrambi i casi l’Outlook e’ stabile. La decisione – spiega l’agenzia – riflette il netto miglioramento della solvency del gruppo alla fine del 2012 dai minimi segnati l’anno prima (al 179% dal 107%), sia per effetto delle iniziative del management che per la ripresa dei mercati. D’altro canto il risultato operativo del 2012 è stato di una perdita di 255 milioni, dovuta principalmente agli oneri straordinari, quali svalutazione del goodwill e accantonamenti per ristrutturazione. Al tempo stesso Fitch ha alzato i rating delle due emissioni di debito subordinato (a BB- da B+ e B- rispettivamente), tornando a pagare il coupon sui titoli subordinati. Colpito in piena dalla crisi dei mercati e del debito sovrano della zona euro, Groupama ha accusato pesanti perdite nel 2011, per poi avviare un percorso di riassetto che ha portato alla vendita di controllate, in particolare all’estero, di quote azionarie e di attività immobiliari.

Il gruppo, che in Italia controlla anche il 5% di Mediobanca, ha chiuso il 2012 con una perdita di 589 milioni, per effetto della pulizia di bilancio, contro il rosso di 1,76 miliardi del 2011

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