Green bond UE a partire da ottobre per 250 miliardi di euro

L'Unione Europea inizierà ad emettere green bond, all'interno del piano legato al Recovery Fund, a partire dal prossimo mese.

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Green bond europei in arrivo

L’Unione Europea inizierà ad emettere green bond a partire dal mese di ottobre. L’annuncio è arrivato dopo che la Commissione ha pubblicato il “framework”, con il quale il mercato conoscerà sia gli impieghi dei capitali raccolti che le modalità con cui i risultati raggiunti verranno monitorati e sintetizzati. In ballo ci sono emissioni per 250 miliardi di euro, il 30% degli 800 miliardi destinati da Bruxelles per il famoso Recovery Fund. Si tratta di un piano di sostegno all’economia europea.

Il “framework” è stato approvato in linea con i principi espressi dall’ICMA (International Capital Market Association). I green bond sono obbligazioni con cui l’emittente promette di finanziare misure a favore dell’ambiente. Nel caso specifico, l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni inquinanti nel corso di questo decennio e di diventare “carbon neutral” entro il 2050.

UE verso la leadership del mercato dei green bond

I governi nazionali si sono impegnati a destinare almeno il 37% dei fondi ottenuti a iniziative a favore della tutela dell’ambiente. Nel caso dell’Italia, parliamo di qualcosa come 75 miliardi. Intanto, Bruxelles ha altresì reso noto che quest’anno emetterà obbligazioni a medio-lungo termine per un controvalore di 80 miliardi, a cui si sommano le Eu-bills, obbligazioni a breve scadenza, per “decine di miliardi”.

Grazie a queste emissioni, l’Unione Europea dovrebbe conquistare la leadership indiscussa del mercato dei green bond. Già oggi, a dire il vero, il continente rappresenta una quota preponderante, anche grazie all’ingresso degli attori sovrani. Ieri, ad esempio, è stata la volta della Spagna. Prima ancora erano entrate Italia, Germania e Francia. Le emissioni sovranazionali, tuttavia, offriranno al mercato una curva delle scadenze che gradualmente funga da “benchmark” sia per gli stati che per il settore privato.

In genere, i green bond offrono rendimenti di poco inferiori a quelli esitati dai titoli ordinari di pari durata. In gergo, tale differenza è definita “greenium”. Peraltro, grazie alla maggiore affidabilità dei controlli di Bruxelles dei piani nazionali in fase di implementazione, probabile che il mercato decida di finanziare le emissioni di green bond a costi ancora più bassi. Il rischio di cosiddetto “greenwashing”, in effetti, sarebbe inferiore.

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