Green bond, è svolta alla BCE: saranno acquistati e accettati come collaterale

L'annuncio di ieri dell'Eurotower segna uno spartiacque nel mondo delle obbligazioni "verdi", in attesa delle emissioni della Commissione UE.

di , pubblicato il
L'annuncio di ieri dell'Eurotower segna uno spartiacque nel mondo delle obbligazioni

Ieri, la BCE ha comunicato che i green bond saranno accettati come collaterale di garanzia per le operazioni di rifinanziamento delle banche. Allo stesso tempo, verranno inclusi in tutti i programmi monetari di acquisto dell’istituto. Possono sembrare dettagli tecnici, mentre l’annuncio avrà ripercussioni d’impatto notevoli per le obbligazioni “verdi”, quelle legate alla sostenibilità ambientale.

Non si tratta di un vero fulmine a ciel sereno, dato che il governatore Christine Lagarde aveva espresso l’intenzione di sostenere questo segmento del mercato già prima che s’insediasse formalmente a capo della BCE, litigando nei fatti con il numero uno della potente Bundesbank, Jens Weidmann, il quale le ricordava come non sia compito di una banca centrale “discriminare” i settori dell’economia rispetto a criteri arbitrari.

La svolta è avvenuta, invece, su basi formalmente neutrali. I green bond vengono riconosciuti come assets al pari degli altri ordinari per rilasciare a Francoforte le dovute garanzie in cambio dei prestiti richiesti. Questo significa che le banche avranno l’interesse ad adocchiarli sul mercato, potendoli utilizzare come carta per ottenere liquidità.

Il mercato dei green bond non dà credito alla BCE

Eurozona leader del mercato green

Inoltre, saranno inclusi nei programmi di acquisto volti a perseguire l’allentamento monetario nell’Eurozona. In altre parole, rientreranno nel “quantitative easing” e nel “Pandemic Emergency Purchase Programme”. Il primo è un piano da 20 miliardi di euro al mese, il secondo è stato varato a marzo e potenziato a giugno per reagire agli effetti della pandemia sui mercati e vale 1.350 miliardi, di cui solo parzialmente spesi allo scopo.

A inizio mese, la Germania ha emesso il suo primo Bund verde, accoppiandolo a quello ordinario a 10 anni, così da sostenerne la liquidità degli scambi in fase di negoziazione sul secondario.

Pochi giorni dopo, il presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha annunciato all’Europarlamento che il 30% delle emissioni per varare il “Recovery Fund” da 750 miliardi di euro saranno “green”. Dunque, qualcosa come 225 miliardi nel triennio 2021-2023 verranno emessi da Bruxelles, che nei fatti diverrebbe leader del mercato obbligazionario verde mondiale, le cui emissioni nel 2019 hanno ammontato a circa 260 miliardi di dollari.

Il combinato tra emissioni della Commissione e acquisti della BCE potenzierà enormemente questo segmento di mercato nell’Eurozona, accrescendone la liquidità e gli scambi, nonché creando una curva delle scadenze “benchmark”, che banche, governi e imprese potranno prendere come riferimento per le proprie emissioni. L’interesse tra gli investitori istituzionali non manca, molti dei quali puntano a mostrarsi sensibili alle tematiche della sostenibilità ambientale e dei diritti sociali, in generale.

Green bond, svolta UE: emissioni per oltre 200 miliardi con il Recovery Fund

[email protected] 

Argomenti: