Green bond del Brasile contro la deforestazione dell’Amazzonia

Emissioni di obbligazioni verdi per aiutare l'Amazzonia. Il Brasile è già all'avanguardia in tema di sostenibilità ambientale e punta a consolidare il suo primato.

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Emissioni di obbligazioni verdi per aiutare l'Amazzonia. Il Brasile è già all'avanguardia in tema di sostenibilità ambientale e punta a consolidare il suo primato.

Il Brasile punta a salvare il polmone verde della Terra, quell’Amazzonia minacciata dal rischio deforestazione e che nell’estate scorsa ha tanto preoccupato il pianeta per i numerosi e ampi incendi scoppiati. In pochi sanno, però, che il paese sudamericano sia all’avanguardia in tema di sostenibilità ambientale. Il 66% delle aree agricole risulta ancora coperto dalla vegetazione nativa, spiega il ministro dell’Agricoltura, Tereza Cristina, la quale fa presente anche che il Brasile ha adottato da tempo un modello di coltivazioni a basse emissioni e che viene denominato “modello agricolo tropicale”. Il migliore sfruttamento di queste terre comporterà nei prossimi anni guadagni di produttività.

Le parole di Cristina arrivano dopo la pubblicazione di un report di Climate Bond Initiative, in collaborazione con il governo brasiliano, in base al quale gli investimenti green nell’agro-business ammonterebbero a 163,3 miliardi di dollari entro il 2030. Già oggi, il Brasile risulta leader delle emissioni di green bond in America Latina, con 30 obbligazioni sul mercato e per un controvalore di 5,9 miliardi di dollari, il 30,5% del totale dell’area. Di questi, 25 arrivano dal comparto corporate e per un valore complessivo di 4,3 miliardi.

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I numeri del Brasile sui green bond

Il primo green bond brasiliano fu emesso nel 2015 per 500 milioni di euro dalla società di imballaggio della carne BRF. Si consideri che i green bond emessi da società agricole e che gravitano attorno alla silvicoltura ammontano oggi appena al 3% degli 800 miliardi di dollari nel mondo. Secondo Cristina, il problema della deforestazione è l’illegalità, non l’agricoltura in sé. Per questo, i green bond di nuova emissione serviranno a finanziare proprio gli agricoltori che rispettano le regole, offrendo un disincentivo indiretto a quanti vivono nell’illegalità.

Resta il fatto che altri 1.202 km quadrati di terreno sono stati sottratti all’Amazzonia nei primi quattro mesi dell’anno, in crescita di ben il 55% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il Brasile punta a tagliare le emissioni inquinanti del 37% entro il 2025 e del 43% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Allo stesso tempo, si è posto l’obiettivo di ripristinare 12 milioni di ettari di territorio amazzone e di giungere a una deforestazione zero. A questo serviranno i green bond, che il presidente Jair Bolsonaro sta impiegando anche per sostenere la produzione di energia solare, di cui è da tempo un convinto sostenitore.

Un paio di settimane fa, sempre il governo ha lanciato un programma di emissioni verdi per finanziare investimenti infrastrutturali, tra cui per la costruzione della rete autostradale. Tra i criteri previsti vi sono le basse emissioni inquinanti e il basso impiego di carbon fossili. In America Latina, il secondo paese per emissioni dopo il Brasile risulta il Cile con 7,4 miliardi di dollari. A seguire troviamo il Messico con 2,5 miliardi. Più in generale, le emissioni di cosiddetti “social bond” quest’anno risulterebbero più che quadruplicate su base tendenziale, con 32 miliardi nel solo mese di aprile, comprese le obbligazioni sostenibili, trainate dalla risposta di governi e società al Covid-19. Parliamo di un segmento del mercato a reddito fisso in forte crescita per via della maggiore sensibilità degli investitori istituzionali ai temi della sostenibilità, dell’ambiente e della finanza etica, pressati dai clienti e dalle opinioni pubbliche.

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