Green bond anche in Egitto: emissione in dollari o euro entro giugno

Obbligazioni verdi in arrivo dall'Egitto. Saranno emesse in dollari o euro entro la fine dell'anno fiscale, con l'obiettivo di ridurre i costi di rifinanziamento dell'alto debito pubblico. Il Cairo sta allettando i mercati internazionali.

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Obbligazioni verdi in arrivo dall'Egitto. Saranno emesse in dollari o euro entro la fine dell'anno fiscale, con l'obiettivo di ridurre i costi di rifinanziamento dell'alto debito pubblico. Il Cairo sta allettando i mercati internazionali.

L’Egitto si butta nell’affare “green bond” ed emetterà la sua prima obbligazione verde entro la fine dell’anno fiscale corrente, cioè al 30 giugno prossimo. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze, Mohammed Maait, che ha aggiunto che essa sarà denominata in dollari USA o in euro.

Quello dei green bond è un mercato in forte crescita negli ultimi anni. Nel 2019, le emissioni globali sono esplose del 49% a 255 miliardi di dollari. Si tratta di titoli del debito, collocati da società, stati e banche e i cui proventi dovrebbero essere impiegati per finalità ambientali, come il taglio delle emissioni inquinanti. Il condizionale è d’obbligo, non esistendo una vera normativa universalmente accettata in materia, quanto semmai una certificazione rilasciata dal Climate Bond Initiative sulla base di alcune linee-guida.

Tornando all’Egitto, il green bond servirà ad attirare capitali stranieri, necessari per abbassare il costo del suo debito pubblico, che ha superato il 90% del pil e che incide sul bilancio per il 10% del pil tramite gli interessi, assorbendo circa un terzo dell’intera spesa pubblica. Il Cairo si è impegnata negli anni passati a varare una serie di riforme economiche, in cambio di un prestito da 12 miliardi del Fondo Monetario Internazionale. Tra le misure adottate, il cambio flessibile e l’allentamento dei vincoli per le imprese. Gli investitori hanno apprezzato e lo scorso anno hanno fatto dello stato nordafricano una delle loro mete preferite, anche grazie al miglioramento dei dati macro.

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Le condizioni macro egiziane

A dicembre, l’inflazione è schizzata al 7,1% dal 3,6% di novembre, ma perlopiù a seguito del venir meno del confronto favorevole dei dati su base annuale. I tassi al 13,25% consentirebbero alla banca centrale di continuare ad abbassare il costo del denaro, cosa che attira gli investitori stranieri sul mercato obbligazionario domestico. Nel 2019, la lira egiziana ha messo a segno un guadagno di oltre il 10,5 contro il dollaro e già in queste prime tre settimane del nuovo anno ha guadagnato un altro quasi 2%.

Quanto ai rendimenti sovrani, il decennale è passato dal 18% di fine 2018 a meno del 14% odierno, mentre il biennale è passato nello stesso periodo dal 19,30% al 14,15%.

Quest’anno, la crescita economica è attesa dal governo al 5,8-5,9%, meno del 6% precedentemente previsto. In lieve rialzo il deficit, stimato al 3,8% contro il 3,6% iniziale. Sta di fatto che le riserve valutarie, cresciute di quasi 3 miliardi in 12 mesi ai 45,4 miliardi di dicembre, si mostrano capaci di tutelare l’Egitto da eventuali criticità a breve, ammontando a 8,5 mesi di importazioni. Il combinato di questi numeri ci dice che Il Cairo presenta una situazione finanziaria in miglioramento, per quanto gravata da un indebitamento elevato e che, con il rientro dell’inflazione su livelli normali, richiede maggiori sforzi sul fronte fiscale per ridursi in rapporto al pil.

Le emissioni di debito in valute estere consentono all’Egitto di beneficiare dei bassi costi di rifinanziamento sui mercati internazionali, pur esponendolo ai rischi di cambio. Ciò detto, il solo annuncio del green bond non sembra sufficiente ad allettare la pur alta domanda globale. Nelle prossime settimane, certamente il Tesoro dovrà fornire lumi su come intenda utilizzare i capitali raccolti, elencando le finalità ambientali e le azioni di monitoraggio per rendere misurabili i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi prefissati.

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