Grecia studia swap di 20 bond con nuove emissioni

La Grecia prepara uno swap volontario sui bond dopo la chiusura Ue della procedura per deficit eccessivo. Rendimenti in calo

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La Grecia prepara uno swap volontario sui bond dopo la chiusura Ue della procedura per deficit eccessivo. Rendimenti in calo

Il Consiglio dell’Unione Europea ha definitivamente chiuso la procedura per deficit eccessivo avviata nel 2009 contro la Grecia. Il Consiglio ha infatti confermato che il disavanzo greco è “ben al di sotto” del valore di riferimento del 3% di pil. “Dopo molti anni di severe difficoltà, le finanze della Grecia sono in condizioni molto migliori”, ha detto il ministro delle Finanze dell’Estonia, Toomas Toniste, che ha la presidenza del Consiglio dell’Ue.

 

Da un deficit del 15,1% rispetto al pil nel 2009 i conti pubblici di Atene sono migliorati in misura marcata arrivando a un surplus dello 0,7% del pil l’anno scorso – si legge su MF –. Quest’anno è previsto un deficit minimo e la situazione migliorerà successivamente. Il debito/pil è arrivano al 179% nel 2016 e calerà negli anni successivi.

 

Ora la Grecia sarà soggetta alla vigilanza economica europea nel quadro delle procedure preventive del patto di stabilità e il monitoraggio continuerà fino ad agosto 2018 (il mandato del premier greco Alexis Tsipras scadrà un anno dopo) sotto il programma di aggiustamento economico concordato per il salvataggio finanziario da parte dei governi dell’Eurozona. Le autorità greche si sono impegnate a mantenere un surplus primario pari al 3,5% del pil fino al 2022.

 

 Bond greci: rendimenti in calo

 

L’effetto è ben visibile sul rendimento dei bond greci. Il decennale di Atene rende infatti il 5,55%, la metà rispetto a due anni fa. Il titolo a più breve scadenza, invece, quello con cedola 4,75% e maturità aprile 2019 offre uno yield inferiore al 3% e scambia intorno a 102,50. L’ottimismo fra gli operatori è dato anche dal fatto che la Bce sta valutando la possibilità di inserire nel proprio programma di acquisti anche titoli di stato della Grecia, anche se non classificati come “investment grade” dalle agenzie di rating.

 

 Grecia studia swap sui bond

 

Il ministro Toniste ha spiegato che sono fatti “progressi” per permettere a Atene di finanziarsi nuovamente sui mercati finanziari “a tassi sostenibili”. Secondo fonti governative, citate dall’agenzia Reuters giovedì scorso, il governo ellenico sta prendendo in considerazione l’ipotesi di un concambio sui titoli di Stato, operazione che dovrebbe prevedere il ritiro dal mercato di venti emissioni di piccola taglia per rimpiazzarle con quattro o cinque titoli di nuova emissione.

 

L’operazione di swap allo studio sarebbe del valore di circa 32 miliardi di euro ed è mirata a un consolidamento del mercato secondario, con la creazione di un minor numero di benchmark di importo più significativo. L’idea è comunque ancora allo studio e non è stata finora fissata alcuna tempistica precisa. Le venti emissioni oggetto del possibile concambio sono state emesse nel 2012 con l’operazione di ristrutturazione del debito, schema volontario che imponeva agli obbligazionisti privati un haircut (svalutazione) pari a 53%.

 

Si è trattato della maggiore ristrutturazione della storia, del valore facciale complessivo di 206 miliardi. Oltre che ai privati, gran parte dei titoli oggetto dell’offerta erano in portafoglio a banche e fondi pensione sia greci sia internazionali. Due anni dopo, nel 2014, Atene ha fatto due volte brevemente ritorno sul mercato, tornando nel luglio di quest’anno a raccogliere 3 miliardi sul segmento a cinque anni.

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