Great Bond Bull Market: addio o arrivederci?

Il grande mercato toro delle obbligazioni potrebbe essere finito. Cosa rimane allora a chi voglia continuare ad investire con profitto nei bond?

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Il grande mercato toro delle obbligazioni potrebbe essere finito. Cosa rimane allora a chi voglia continuare ad investire con profitto nei bond?

E' tempo di tornare al salvadanaio?

Un saluto ai lettori della sezione. Vorrei portare all’attenzione di voi lettori un un argomento che riguarda un po’ tutti i temi di discussione che ci interessano come investitori in obbligazioni, bond e titoli di stato, senza tuttavia poter essere confinato in uno specifico settore.   DAGLI ANNI ’80, 30 ANNI DI SCENARIO FAVOREVOLE  PER I BOND INVESTORS – Veniamo da un trentennio di (quasi) ininterrotto ribasso dei tassi di interessi e questo, come è noto, è uno scenario estremamente favorevole per chi investe in obbligazioni e titoli di stato. Si partiva, all’inizio degli anni ’80, da un livello storicamente altissimo di inflazione (era il culmine della crisi petrolifera iniziata nel 1973) per arrivare, ai giorni nostri, a dei livelli così bassi che non si vedevano dagli anni ’60. Le implicazioni di questo trend secolare sono state molto forti per chi ha investito in reddito fisso, generando ritorni che quasi sicuramente saranno irripetibili nei prossimi anni, specularmente al contrario di quanto accadde negli anni 60-70, che bruciarono una enorme quantità di risparmi (allora le obbligazioni a tasso variabile o di breve termine dovevano essere ancora inventate , come i Bot, che vennero introdotti a metà degli anni ’70, o comunque erano pochissimo diffuse) per effetto di una violenta e persistente fiammata inflazionistica. Il grafico del tasso decennale americano, che riporto qui sotto, rende bene l’idea di quanto è successo. FINE DEL “THE GREAT BOND BULL MARKET”? – Molti di voi, probabilmente, hanno sempre operato in un contesto di tassi calanti, approfittando di quello che è stato definito The Great Bond Bull Market. Pochi probabilmente hanno anche solo sentito parlare del bagno di sangue che dovette subire chi aveva investito in cartelle fondiarie, una delle forme di investimento a reddito fisso più diffuse tra i risparmiatori negli anni del boom economico degli anni ’60. Mentre fino a qualche tempo fa andava molto di moda delineare scenari giapponesi e la deflazione sembrava lo scenario principale (si sa che gli analisti à la page adorano sposare le tesi più estreme ed insolite ) i commentatori più attenti da tempo mettono in guardia che la festa potrebbe essere finita e che molto probabilmente il Grande Mercato Toro delle Obbligazioni è già finito.   PANORAMICA DI ASPETTI MACRO E MICROECONOMICI – Date le molteplici implicazioni di tipo strategico che questo possibile scenario comporta per ciascuno di noi, che si investa in titoli di stato o corporate, da cassettisti o da trader, in obbligazioni, materie prime o azioni, credo che faremmo bene ad approfondire la questione, che coinvolge un grande numero di aspetti macro e microeconomici. Ne elenco alcuni sommariamente, per aprire il confronto, poi cercherò di postare alcuni contributi significativi, ma soprattutto spero che la discussione interessi abbastanza da creare una discussione che ci aiuti a delineare meglio i possibili futuri scenari. – la ripresa in atto si consoliderà in futuro? o rimarrà comunque fragile e dipendente dal sostegno pubblico? e il double dip, che fine ha fatto? – fino a quando l’enorme liquidità immessa in circolazione verrà assorbita senza causare bolle speculative o un ritorno di fiamma dell’inflazione? – le banche centrali riusciranno a mettere in atto tempestivamente una exit strategy che consenta di mantenere l’inflazione sotto controllo? quando inizieranno ad aumentare i tassi di riferimento, quelle che non hanno GIA’ cominciato? – gli acquisti sul mercato di titoli (il cosiddetto quantitative easing) riusciranno a tenere compressi verso il basso i rendimenti o prima o poi l’enorme emissione di nuova carta, dovuta all’esplosione dei debiti pubblici, creerà delle crescenti tensioni sui tassi? – se il decennio passato è stato nettamente favorevole all’investimento in reddito fisso, rispetto a chi ha investito in borsa, cosa ci si può aspettare nei prossimi dieci anni? che sia il momento di privilegiare le azioni? – lo spread di rendimento delle obbligazioni corporate, high yield, subordinate e perpetue è ancora sufficiente da creare comunque un cuscinetto di sicurezza anche in caso di tassi crescenti? – e i paesi emergenti? continueranno, come molti, forse troppi, sostengono, ad offrire una buona opportunità, considerato il fatto che gran parte di quei paesi ha un debito estremamente ridotto rispetto ai paesi industrializzati, una notevole crescita economica ed un avanzo commerciale che lascia supporre che le loro valute possano continuare a rafforzarsi? o anche lì, forse più che da noi, l’inflazione rischia di guastare la festa? – se fare trading in obbligazioni è come rotolare una grande palla di neve, ora che siamo arrivati in fondo alla valle come facciamo a ripartire in salita, verso la cima della collina? – quali investimenti possono rivelarsi maggiormente difensivi in questa fase? titoli di stato indicizzati all’inflazione? obbligazioni a tasso variabile? corporate ad alto spread? materie prime? valute? mattoni? conti deposito?   PER APPROFONDIRE SUL FORUM: Partecipa alla discussione Goodbye, Great Bond Bull Market?  

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