Gran Bretagna, sale l’inflazione ma i rendimenti dei bond scendono

L’Asta dei Gilt a 30 anni mette in luce rendimenti in calo. L’inflazione cresce, ma la BoE non interverrà sul costo del denaro

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L’Asta dei Gilt a 30 anni mette in luce rendimenti in calo. L’inflazione cresce, ma la BoE non interverrà sul costo del denaro

In Gran Bretagna, l’inflazione è salita ai livelli massimi da settembre 2013, con il calo della sterlina post-referendum sulla Brexit che ha iniziato a far aumentare i prezzi dei beni importati. L’indice headline dei prezzi al consumo ha infatti mostrato un incremento passando dall’1,8% di gennaio al 2,3% a febbraio, superando il consensus (pari a 2,2%).

 

Ciò nonostante, Londra riesce ancora a collocare bond con rendimenti in calo, soprattutto sulla parte lunga della curva. Il governo britannico ha, infatti, collocato stamattina 2 miliardi di sterline di titoli Gilt 2047 con rendimento medio al 1,787%, in calo rispetto a quello dell’asta precedente pari al 1,863%. Il bid-to-cover è stato di 1,79, mentre la “tail” si è attestata a 0,9 basis point.

 

Rendimento bond Gran Bretagna 2047 in calo

 

E’ da un po’ che l’inflazione cresce – osserva Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist, Schroders – soprattutto a causa dell’impatto negativo legato al venire meno, nella comparazione su base annuale, del crollo dei prezzi energetici globali. Tuttavia, sta gradualmente trasmettendosi ai prezzi al consumo anche il calo della sterlina, che prevedibilmente peserà sulle tasche delle famiglie nel corso dell’anno. “Ci aspettiamo – dice Zangana – che nei prossimi mesi l’inflazione cresca al 3%, prima di raggiungere il picco verso fine estate, per poi tornare su una traiettoria discendente a circa il 2% nel 2018”.

 

Bank of England non interverrà sui tassi

 

Per la Bank of England, questi nuovi dati sono una delusione. L’inflazione probabilmente supererà le stime della BoE e potrebbe spingere le autorità a considerare un rialzo dei tassi di interesse durante il 2017. In effetti, Kristin Forbes, membro in uscita del Comitato della Politica Monetaria, durante l’ultimo meeting ha votato a favore di un rialzo dei tassi e potrebbe trovare un maggiore supporto nei prossimi mesi.

 “Ci aspettiamo che la BoE per il momento non intervenga – conclude Zangana –  poiché all’aumento dei prezzi al consumo non si accompagna un incremento dell’inflazione salariale. Di conseguenza, il reddito reale disponibile delle famiglie sta scendendo: ciò a sua volta dovrebbe ridurre la domanda e, di conseguenza, nel tempo, l’inflazione. Dubitiamo che la BoE possa decidere di aumentare i tassi di interesse in una fase in cui le finanze delle famiglie sono messe a dura prova”.

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