Google lancia il suo primo bond (da 3 miliardi)

Il colosso internet sbarca sul mercato obbligazionario con emissioni a 3, 5 e 10 anni e rendimenti di poco superiori ai Treasuries. Valida alternativa per sfruttare la forza del dollaro

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Il colosso internet sbarca sul mercato obbligazionario con emissioni a 3, 5 e 10 anni e rendimenti di poco superiori ai Treasuries. Valida alternativa per sfruttare la forza del dollaro

Anche la più grande società Internet al mondo, nota per il suo celebre motore di ricerca, è sbarcata sul mercato obbligazionario. Grazie al vento in poppa dei risultati del primo trimestre 2012 (+24% di ricavi) a quota 10,65 miliardi di dollari, Google è entrata nell’olimpo delle grandi Big tecnologiche americane, quali IBM, Microsoft, Intel, raccogliendo con ampio successo, com’era prevedibile alla vigilia, 3 miliardi di dollari (le offerte hanno superato i 10 miliardi) dal lancio del suo primo bond della storia. Il collocamento presso investitori istituzionali è stato curato da Citigroup, Jp Morgan e Goldman Sachs che hanno piazzato titoli a 3, 5 e 10 anni di scadenza e da un miliardo di dolalri ciascuno approfittando dei bassi tassi di mercato, spuntando rendimenti poco superiori a quelli offerti dai titoli di stato americani (3,73% per il decennale contro il 3,15% del Treasury) al punto che molti si sono domandati quale convenienza vi sia a prestare denaro a Google che, al netto del tasso d’inflazione, offre alla fine un rendimento negativo. 

 

Azione Google a Wall Street

Obbligazioni Google: forte richiesta da tutto il mondo

 

Eppure la domanda per accaparrarsi i titoli – fa notare Larry Peterson di JP Morgan – è stata fortissima, sia da parte dei privati attraverso i fondi che da parte di banche e assicurazioni che volevano assicurarsi per primi i nuovi bond del gigante internet. Del resto il blasone e la notorietà di Google non è in discussione e lo dimostra benissimo la prestazione al Nasdaq: da quanto è stato collocato sette anni fa a 85 dollari ha registrato una performance del 600%. Ma lo dimostrano anche i rating delle maggiori agenzie internazionali che hanno conferito alla società il giudizio Aa2 (Moody’s) e AA- (Standard & Poor’s), quindi sui valori massimi di affidabilità del merito creditizio. Più nel dettaglio sono stati collocati titoli per 1 miliardo di dollari con scadenza 2014 e tasso fisso dell’1,25%, 1 miliardo con scadenza 2016 e tasso fisso del 2,125% e infine 1 miliardo con scadenza 2021 e cedola del 3,625%. Tutte le emissioni hanno un taglio minimo di negoziazione da 200.000 dollari, quindi non alla portata di tutti, ma offrono certamente garanzie che poche aziende al mondo sono in grado di avere. Google vanta infatti una liquidità pari a 35 miliardi di dollari in grado di garantire tranquillamente il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale a scadenza. 

 

Obbligazioni Google per sfruttare la forza del dollaro sull’euro

 

A parte il basso tasso d’interesse offerto – osservano gli analisti – la società internet rappresenta in questo momento una valida alternativa all’investimento obbligazionario nell’area euro coniugando perfettamente la qualità dell’investimento con la potenzialità del rafforzamento del dollaro nei confronti della moneta unica.

Resta solo da capire come mai la società di Larry Page sia andata a rastrellare altri soldi freschi sul mercato avendo in cassa oltre 35 miliardi di dollari disponibili a fronte di 17 miliardi di debiti e di 38 miliardi di ricavi nel 2011. Ufficialmente “i fondi raccolti saranno utilizzati per la sostituzione di commercial paper sul mercato e per altre generiche finalità aziendali” – ha dichiarato un portavoce di Google – ma secondo un’ipotesi di Bill Larkin, portfolio manager per Cabot Money Management,  il gigante californiano di Mountain View potrebbe avere l’obiettivo di raccogliere fondi da investire in un nuove partecipazioni o operazioni di acquisizione, dopo l’importante acquisizione della divisione Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari perfezionata pochi giorni fa. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, si potrebbe anche trattare di progetti estranei al web e relativi ad altri settori, come quello delle energie rinnovabili, per il quale il gruppo ha già mostrato un certo interesse in termini di investimenti in Oregon e nella East Coast.
 

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