Gli USA crescono. La Fed alzerà i tassi ancora tre volte nel 2018

Secondo Natixis, la piena occupazione negli USA e i dati macro confortanti spingeranno la Fed ad aumentare i tassi ancora tre volte

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Secondo Natixis, la piena occupazione negli USA e i dati macro confortanti spingeranno la Fed ad aumentare i tassi ancora tre volte

La Federal Reserve ha aumento il tasso di interesse principale di 25 punti base. La forchetta dei Fed Funds oggi si attesta tra l’1,50 e l’1,75%, contro l’1,25-1,50% dello scorso dicembre. Le aspettative dei membri del FOMC suggeriscono che la FED alzerà i tassi tre volte nel 2018, tre nel 2019 e due nel 2020, come emerge dal graficodots. E tale andamento resterà invariato anche se le aspettative di crescita saranno più forti.

La traiettoria della crescita attesa è infatti più alta secondo le nuove previsioni. La crescita del PIL dovrebbe essere del 2,7% e del 2,4% rispettivamente nel 2018 e nel 2019, rispetto al 2,5% e al 2,1% delle previsioni di dicembre. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere ben al di sotto dell’attuale livello del 4,1%. Nel 2018 si prevede che sarà del 3,8% e nel 2019 del 3,6%, contro il 3,9% per entrambi gli anni formulato a dicembre. Il tasso di inflazione core atteso è dell’1,9% del 2018 e del 2,1% nel 2019, contro l’1,9% e il 2% dello scorso dicembre. La Curva di Phillips è ancora fuori dall’immagine nell’orizzonte di due-tre anni. Un forte slancio della crescita non crea pressioni nominali. L’impatto di una politica economica più proattiva, soprattutto di una politica fiscale, alimenta la domanda interna portando a una crescita più elevata, ma senza adeguamenti nominali.

Jay Powell non vuole rimanere dietro la curva. È un elemento chiave nella decisione del rialzo di marzo – osserva Philippe Waechter, Chief Economist di Natixis Asset Management -. La Fed si deve confrontare con le aspettative degli investitori. Questo è un cambiamento profondo perché Yellen, in occasione della sua ultima decisione sui tassi, non aveva deciso sulla base del posizionamento rispetto alla curva, la decisione era arrivata dalla Fed. Essere avanti o dietro la curva non era un problema, come invece sembra esserlo per Powell.

 

La seconda osservazione – dice Waechter  – è che la politica di comunicazione della Fed potrebbe cambiare con un maggior numero di conferenze stampa ma con un diverso uso delle tabelle previsionali, in particolare dei grafici dots. È una questione importante. Bernanke, e dopo di lui Yellen, hanno cercato di migliorare la trasparenza sulle decisioni della Fed. Ciò potrebbe essere diverso con Powell e, se così fosse, creerebbe maggiore incertezza per gli investitori e maggiori sorprese nella conduzione della politica monetaria. I partecipanti ai mercati dovrebbero cambiare il loro comportamento, questo è uno sviluppo che potrebbe essere importante nei prossimi mesi.

 

Continuo a pensare – conclude Waechter  – che la Fed aumenterà i tassi almeno quattro volte quest’anno. L’attuale mix di politiche non è coerente con la piena occupazione. La politica monetaria è ancora accomodante anche dopo l’aumento di ieri e la nuova politica fiscale della Casa Bianca stimolerà la domanda interna. Con la piena occupazione questo condurrà a uno squilibrio, a meno che la Fed non cerchi di controbilanciare questi effetti aumentando i tassi di interesse più rapidamente del previsto e in modo più aggressivo. Almeno 4 rialzi sarebbero la migliore risposta della Fed all’attuale equazione negli Stati Uniti.

 

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Argomenti: Macroeconomia

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