Germania: il bund decennale rende 1%. Tutti lo vogliono

Nonostante la crisi economica, i titoli tedeschi appaiono più sicuri rispetto al passato. E’ un falso segnale. La BCE prepara il quantitative easing europeo

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Nonostante la crisi economica, i titoli tedeschi appaiono più sicuri rispetto al passato. E’ un falso segnale. La BCE prepara il quantitative easing europeo

In Italia il BTP rende il 2,8%, in Germania il corrispondente titolo di stato paga l’1%. Rendimenti mai visti prima, da quando è stato introdotto l’euro. La Germania ha infatti collocato 3,296 miliardi di euro di Bund decennali con un rendimento sui minimi storici all’1,08%, in calo dall’1,20% della precedente emissione. Tutti, insomma, continuano a riempirsi le tasche di titoli di stato sicuri (Moody’s ha confermato la AAA per Berlino), ma le condizioni economiche non riflettono per nulla questo scenario. Anzi, a guardar bene, i dati confermano l’esatto contrario. I dati macroeconomici dell’Eurozona continuano a deludere e i mercati iniziano a ipotizzare che la ripresa del Vecchio Continente abbia già raggiunto il picco massimo, cosa che costringerebbe la Bce a intervenire con il Quantitative Easing.   Produzione industriale e prezzi al consumo in discesa   [fumettoforumright]A giugno la produzione industriale nell’area euro è scesa dello 0,3% su base mensile mentre è rimasta invariata a livello annuale (+0,4% m/m il consenso). Il calo rispetto a maggio è dovuto alla riduzione dell’1,9% del consumo dei beni non durevoli e di quella dello 0,7% dell’energia. “Il dato è sotto le attese e ha sorpreso gli operatori che si aspettavano un piccolo rimbalzo”- spiega uno strategist a MF-Dowjones, precisando che “le dinamiche mensili non sono molto utili però per capire la dinamica di fondo della produzione. Meglio quelle tendenziali che mostrano come il dato sia fermo”-. Per quanto riguarda poi i dati sull’inflazione, l’esperto spiega come “meriti interesse solo la Spagna che ha rivisto al ribasso l’indice mensile al -0,4%. Ciò conferma la dinamica decrescente dei prezzi al consumo che sta colpendo l’Eurozona, elemento che porterà la Bce a riflessioni sempre più attente” sul tema.   Le banche si rifugiano nei titoli di stato   Ma allora perché gli investitori continuano a comprare titoli di stato? La risposta è abbastanza semplice – osservano gli analisti -: in un momento in cui v’è stagnazione economica e deflazione alle porte, le banche (che gestiscono i depositi) non rischiando di prestare denaro alle imprese, hanno fino a poco tempo fa parcheggiato la liquidità presso la BCE. Da giugno la Banca Centrale Europea, però, remunera negativamente i depositi overnight (-0,10%) costringendo così le banche a parcheggiare la liquidità nei titoli più sicuri, cioè obbligazioni governative a breve e medio termine. Ecco quindi spiegato il perché i rendimenti tendono sempre più ad appiattirsi nonostante il quadro economico sia in fase di deterioramento. E’ paradossale, ma, in assenza di una ripresa del ciclo economico nell’eurozona, i titoli di stato continueranno ad apprezzarsi, nonostante il rischio paese sia più elevato oggi rispetto all’inizio della crisi economica nel 2008.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Ratings, Bond Germania, Titoli di Stato Italiani

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