Garanzia statale per i minibond? Il governo studia la possibilità

In calo le emissioni di minibond nel 2016. Il governo lavora per incentivare le imprese anche con formule di detassazione

di Mirco Galbusera, pubblicato il
In calo le emissioni di minibond nel 2016. Il governo lavora per incentivare le imprese anche con formule di detassazione

Sarà per dare una mano in più alle banche o per incentivare le Pmi, ma sta di fatto che il Governo sta studiando la possibilità di garantire i debiti delle imprese. Così, nel decreto competitività potrebbe spuntare un tema sui minibond. Come riporta Il Sole 24 Ore, il lavoro che sta conducendo il ministero dell’Economia con il coordinamento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini sta toccando anche il tema delle obbligazioni emesse da società non quotate, un’innovazione che risale al 2012 ma che non è ancora pienamente decollata. Per stimolare questo mercato del credito alternativo al tradizionale flusso bancario si pensa di far leva sulla garanzia statale elevando da 1,5 milioni a 2,5 milioni l’importo massimo garantibile per singola azienda beneficiaria.  

Minibond con garanzie pubbliche allo studio

  Il problema nasce dal fatto che stanno calando le emissioni di minibond. Nel primo trimestre di quest’anno, le nuove emissioni sono state 16 per 102 milioni di euro, contro il doppio del primo trimestre di due anni fa. Cosa sta succedendo? Da un lato c’è il calo della domanda di liquidità da parte delle imprese italiane e, dall’altra, la tassazione ancora troppo elevata sul risparmio che coinvolge direttamente anche le aziende. Difficile che venga trovata una soluzione ideale in tempi brevi, tuttavia i tecnici di governo ci stanno lavorando sopra anche in considerazione dell’ottenimento da parte di Bruxelles di un margine di flessibilità per la gestione del debito pubblico italiano. In quest’ottica – scrive Il Sole 24 Ore – il cuore del decreto in preparazione resta la detassazione sul risparmio che si orienta verso piani di investimento a medio-lungo periodo in imprese di dimensioni comprese tra i 50 e 250-300 milioni di ricavi. Investimenti che dovranno essere finalizzati a supportare la crescita dimensionale delle imprese, la ricapitalizzazione delle società più strutturate e progetti di internazionalizzazione. L’operazione in questione potrebbe approdare, nell’ipotesi più generosa, ad azzerare il prelievo sui capital gain (attualmente al 26% mentre quello sulle rendite degli investimenti in titoli del debito pubblico è al 12,5% ) ma condizionando il beneficio ad alcune condizionalità. Tra queste una durata minima dell’investimento, probabilmente da fissare in un triennio.

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Argomenti: Minibond

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