Francia e Grecia sotto pressione ma a farne le spese è lo spread Btp Bund

Giornata decisiva oggi per la concessione degli aiuti alla Grecia, mentre Moody’s toglie la AAA alla Francia. Spread Btp/Bund a 360 punti

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Giornata decisiva oggi per la concessione degli aiuti alla Grecia, mentre Moody’s toglie la AAA alla Francia. Spread Btp/Bund a 360 punti

 

La finanza europea è ancora al centro degli attacchi speculativi delle agenzie di rating, la cui credibilità è ormai al lumicino. Moody’s, dopo aver annunciato ieri il downgrade di Banca Popolare di Milano mettendo sotto osservazione l’intero sistema bancario italiano, ha tolto anche la Aaa alla Francia portandola ad Aa1 e mantenendo sotto osservazione il debito dei galletti transalpini con outlook negativo (La Francia non è più AAA, su Hollande si abbatte la scure di Moody’s). Una mossa che era nell’aria da tempo e che non ha avuto ripercussioni sui rendimenti dei titoli di stato francesi, ma ha riportato in tensione gli spread dei titoli statali spagnoli e italiani. Il differenziale fra btp e bund tedesco a dieci anni è infatti schizzato in alto di 10 punti, anche perché la prossima candidata a un ulteriore taglio della qualità del debito da parte di Moodys’ potrebbe essere l’Italia.

 

Atene emette bond a 1 mese in attesa degli aiuti dell’Europa 

 Ma a tenere banco oggi  sui mercati è la riunione straordinaria dell’Eurogruppo che dovrebbe concedere 31,5 miliardi di euro di aiuti alla Grecia per tirare avanti altri due anni. La concessione di questa terza tranche di fondi è molto sofferta – commentano gli economisti – poiché Atene non ha finora dimostrato di ottemperare pienamente ai piani di rientro del deficit elaborati dagli esperti della troika (Bce, Fmi e Ue), tant’è che il premier greco Antonis Samaras ha chiesto (e ottenuto) due anni in più di tempo per rientrare nei parametri chiesti dall’Europa. I ritardi nella concessione degli aiuti hanno quindi avuto pesanti conseguenze anche sui mercati obbligazionari in quanto Atene è stata costretta a rifinanziare la scorsa settimana titoli a brevissimo termine a tassi del 4% per rimborsare 5 miliardi in scadenza evitando così il default.

Titoli che sono stati sottoscritti in prevalenza dalle stesse banche greche in attesa dell’assegno da 31 miliardi che dovrebbe arrivare per il 5 dicembre nelle casse del Tesoro. Ma se qualcosa dovesse andare storto, per Atene sarebbe default e inevitabile ritorno alla dracma – avverte Thom Velasquez di Deutsche Bank – perché Atene non ha più soldi in cassa per pagare stipendi e pensioni. Anche se l’accordo sembrerebbe cosa fatta, vi sono ancora contrasti all’interno della troika da risolvere sulla data per il taglio del debito al 120%, che l’Eurogruppo preferirebbe posticipare dal 2020 al 2022, mentre il Fmi non vorrebbe andare oltre il 2016. Fonti dell’esecutivo greco hanno fatto sapere che il premier Antonis Samaras dovrebbe procedere a un rimpasto di governo una volta che il Paese otterrà la nuova tranche di aiuti europei, così da rendere più efficace l’attuazione delle misure di austerity richieste dai creditori internazionali.

 

Bond greci in rialzo in attesa della tranche da 31,5 miliardi

Sul fronte dei rendimenti, i titoli di stato ellenici si stanno tendenzialmente abbassando nella convinzione che il peggio per Atene sia ormai alle spalle. Così, le obbligazioni greche in scadenza nel 2042 a fronte di un prezzo intorno a 24, offrono agli investitori un rendimento a scadenza del  14,50%, mentre i titoli con maturazione 2025 rendono il 15,50% scontando nel medio periodo l’incertezza di possibile seconda ristrutturazione. Preoccupazione che era già stata sollevata da economisti e analisti qualora la Grecia non riuscisse a centrare gli obiettivi di risanamento del bilancio statale nei tempi previsti e che sono state alimentate nuovamente più di recente dallo slittamento del piano di rientro del deficit di due anni.

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