Forse è arrivata l’ora di investire in obbligazioni in pesos messicani

Il cambio messicano ha perso quasi un quarto del suo valore contro il dollaro quest'anno e il debito sovrano emergente è stato declassato da tutte le agenzie di rating. Ma forse è arrivato il momento di comprare.

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Il cambio messicano ha perso quasi un quarto del suo valore contro il dollaro quest'anno e il debito sovrano emergente è stato declassato da tutte le agenzie di rating. Ma forse è arrivato il momento di comprare.

Non è un periodo facile per il Messico, che come tutte le altre economie del mondo risente dell’emergenza Coronavirus. Quest’anno, il suo tasso di cambio contro il dollaro ha perso il 23%, scendendo ai nuovi minimi storici. Tutte le principali agenzie di rating hanno declassato il debito sovrano messicano nelle ultime settimane. Adesso, è valutato “BBB” da S&P con prospettive negative, “BBB-” da Fitch con prospettive stabili e “Baa1” da Moody’s con prospettive negative. A preoccupare è chiaramente l’outlook economico del paese emergente, ma anche il tracollo delle quotazioni petrolifere, che incidono molto negativamente sulle già traballanti finanze della compagnia statale Pemex, il cui indebitamento vale circa il 9% del pil e se dovesse essere accollato ufficialmente allo stato porterebbe quasi certamente a una nuova raffica di declassamenti sul rating sovrano.

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Ad ogni modo, scommettere sulla ripresa del Messico oggi non sembra del tutto prematuro. Le sue esportazioni si hanno per tre quarti negli USA, per cui possiamo capire quanto integrata sia la sua economia con quella americana. Quest’ultima sta iniziando a porre fine ai “lockdown”, pur con la prudenza e la gradualità del caso e a seconda della situazione di stato in stato. Comunque sia, sembrerebbe – mai condizionale fu così d’obbligo – che il peggio sia alle spalle, anche grazie al sostegno senza precedenti di politica fiscale e monetaria con stimoli pluri-trilionari in entrambi i casi.

Man mano che l’economia americana inizierà a riprendersi, le esportazioni messicane seguiranno. Vero è che tra queste rientrano quelle del petrolio dai prezzi ai minimi da oltre 20 anni, ma sul totale incidono per meno del 5%.

Possibile, quindi, che il peso messicano abbia toccato il fondo. Anche perché, a fronte di tassi tagliati di recente al 6%, il tasso d’inflazione domestico si attestava a marzo a poco più della metà e in calo rispetto a febbraio, per cui i tassi reali messicani si mostrano nettamente positivi, una calamita per i capitali di questi tempi, fermo restando tutto il resto, sebbene il crollo del cambio non deponga di per sé a favore della stabilità dei prezzi. Se questa fosse preservata, prepariamoci a un recupero. Volendo scartare per il momento i titoli di stato e corporate messicani per via dei rischi di credito crescenti segnalati dalle agenzie, concentriamoci sulle emissioni sovranazionali in pesos.

Le emissioni sovranazionali in pesos messicani

Il bond luglio 2021 e cedola fissa 8% (ISIN: XS1839767297) offriva venerdì scorso un rendimento del 5,63%, pur essendosi apprezzato di circa il 3% dai minimi toccati il 12 marzo scorso. L’altro bond della Banca Mondiale in pesos messicani, con scadenza gennaio 2023 e cedola 7% (ISIN: XS1757382079) ha messo a segno nello stesso periodo un rialzo del 10%, offrendo adesso un rendimento lordo annuo del 4,44%. Infine, vi proponiamo il bond della Banca Europea per gli Investimenti, scadenza gennaio 2023 e cedola 5,50% (ISIN: XS1524609531) e rendimento del 4,55%, in rialzo anch’esso di oltre il 7% dai minimi di metà marzo.

In termini di prezzo, i margini di ulteriore crescita appaiono ormai limitati, ma la scommessa qui sarebbe su un apprezzamento del peso, che incrementerebbe automaticamente il valore del capitale investito. Quand’anche rimanesse stabile contro l’euro, ci porteremmo a casa rendimenti molto appetibili, specie per investimenti di così breve durata, a fronte di un rischio di credito nullo, trattandosi di emittenti sovranazionali con rating “AAA”, cioè giudicati massimamente sicuri. Certo, nessuno può escludere che da qui alla scadenza o al disinvestimento anticipato dei bond il peso messicano non s’indebolisca ulteriormente contro dollaro ed euro, ma anche per questo rendono decisamente sopra i livelli dei bond denominati in valute forti.

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