Fondi che investono in minibond: Arca Economia Reale Bond Italia

Investire in minibond: Arca Sgr lancia Arca Economia Reale Bond Italia fondo dedicato alle Pmi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Investire in minibond: Arca Sgr lancia Arca Economia Reale Bond Italia fondo dedicato alle Pmi

Si chiama Arca Economia Reale Bond Italia Institutional il nuovo fondo alternativo riservato chiuso che investe in economia reale firmato Arca Sgr. La sottoscrizione, riservata a investitori istituzionali, parte oggi e si chiuderà il prossimo 31 gennaio 2016 con l’obiettivo di raccogliere almeno 75 milioni di euro. Non è escluso che successivamente possa essere aperto anche ai risparmiatori retail visto lo spiccato interesse per i minibond italiani il cui accesso diretto al mercato è pressoché impossibile al momento. Il fondo – scrive MF – è il secondo della serie Arca Economia Reale, la stessa di cui fa parte il fondo azionario aperto Arca Economia reale Equity Italia, dedicato alle pmi che investe nelle società quotate all’Aim e allo Star lanciato lo scorso aprile. Si tratta di una grande novità nel panorama del settore, perché tutti i fondi sinora lanciati sono dedicati a investitori istituzionali e professionali, mentre questo si rivolge a investitori istituzionali e a investitori privati, anche se dotati di una certa disponibilità economica visto che l’investimento minimo richiesto per i privati è di 50 mila euro.   Attesi rendimenti elevati per il nuovo fondo Arca     Il nuovo fondo, spiegano il responsabile investimenti locali di Arca sgr Marco Vicinanza e il responsabile dello sviluppo Simone Bini Smaghi,  investirà nel “debito di pmi con merito di credito elevato per un rendimento netto atteso per gli investitori a 5 anni superiore al 5%. Non verranno chieste particolari garanzie agli emittenti, visto che si tratta di aziende con un profilo di credito di buona qualità, ma dovranno rispettare precisi covenant finanziar”. In ogni caso, secondo i due manager, il profilo rendimento/rischio del fondo è «molto interessante, se si considera che storicamente il tasso di default cumulato a 5 anni per questo tipo di rating è stato intorno al 5% e che, ipotizzando una ventina di investimenti per il fondo, se ne andassero in default 4 (cioè il 20%, un’ipotesi quindi molto pessimista) a metà della vita del fondo e si ipotizzasse un tasso di recupero del 30%, allora il rendimento a scadenza del fondo sarebbe dell’1%, cioè circa lo stesso rendimento di un Btp a 5 anni”. Il tutto con commissioni di gestione dello 0,6% per gli istituzionali e dell’1,2% per i privati. In entrambi i casi le commissioni verranno calcolate soltanto sui capitali effettivamente investiti e non su quelli impegnati, a differenza di quanto accade di norma per i fondi chiusi.  

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie

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