Fitch conferma rating Italia a BBB, outlook stabile

Per Fitch i conti pubblici miglioreranno entro il prossimo anno. Preoccupazione, invece, per la formazione di un governo dopo le elezioni

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Per Fitch i conti pubblici miglioreranno entro il prossimo anno. Preoccupazione, invece, per la formazione di un governo dopo le elezioni

Fitch conferma il rating dell’Italia a BBB con outlook stabile. Nonostante l’incertezza dovuta all’esito delle elezioni politiche non abbia sortito una maggioranza in grado di governare e, gli analisti americani vedono una riduzione del rapporto del debito/PIL al 128,8% nel 2019 (oggi il rapporto debito/PIL è saldamente sopra il 131,5%). Il numero prodotto da Fitch nasce da un lato dalle ottime performance registrate dal denominatore del rapporto nel 2017 (PIL +1,5%) che Fitch aveva stimato ad ottobre al 132,5%, dall’altro dall’ipotesi di continuare sulla strada della ripresa in corso. Perf Fitch ”il risultato delle elezioni del 4 marzo ha reso la formazione di un governo stabile difficile, aumentando le possibilita’ di un allentamento di bilancio e di un ulteriore indebolimento delle prospettive sul fronte delle riforme strutturali”.

Al di là della politica, Fitch nota come sul fronte dei conti pubblici l’Italia stia beneficiando di una ripresa superiore alle attese, con il pil salito dell’1,5% nel 2017 dopo il +0,9% del 2016: per quest’anno Fitch stima una crescita dell’1,5%, mentre per il 2019 dell’1,2%. Gli «investimenti e i consumi privati, saliti del 3,7% e dell’1,3% nel 2017, dovrebbero restare» i motori della crescita, anche se per tutti e due «ci sono rischi al ribasso legati all’incertezza politica». Il debito pubblico è atteso calare solo gradualmente, e nel 2019 si attesterà al 128,8 per cento. Il settore bancario «è migliorato di recente ma restano delle debolezze» aggiunge Fitch, notando come nonostante il calo i non performing loan restano elevati. Anche la redditività è una «relativa debolezza per il sistema bancario italiano, con l’impatto negativo dei bassi tassi di interesse e la modesta crescita del credito compensati solo in parte dalle commissioni e dalla riduzione dei costi».

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Argomenti: Ratings

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