Finmeccanica vola: i caccia F-35 costano più del previsto

Rialzo del 50% delle obbligazioni del colosso italiano della Difesa in soli 9 mesi. Un record assoluto in tempi di crisi sulle spalle dei contribuenti che sborseranno 90 milioni in più per fare la guerra

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Rialzo del 50% delle obbligazioni del colosso italiano della Difesa in soli 9 mesi. Un record assoluto in tempi di crisi sulle spalle dei contribuenti che sborseranno 90 milioni in più per fare la guerra

Siamo governati da ladri e incapaci. Non è una novità e la conferma arriva dallo spread che non accenna a calare sotto i 350 punti, nonostante tutte le manovre finanziarie, correttive dei conti pubblici, di stabilità, che dominano quotidianamente la scena politica ed economica del paese. Del resto, la ricetta (sbagliata) di questo governo tecnico sostenuto e pilotato da partiti, rappresentati solo da sé stessi e arrivati ormai al capolinea, è sempre e solo quella di aggiungere tasse su tasse alle famiglie frenando così la ripresa economica.

Con una classe politica diversa, che si preoccupasse veramente di tagliare la spesa là dove andrebbe tagliata, non avremmo un debito pubblico a 1.975 miliardi di euro, una pressione fiscale record e uno spread a 350 punti. Un esempio su tutti del fallimento della politica italiana riguarda gli inutili costi per l’acquisto dei famosi caccia F-35 per l’Aeronautica e la Marina militare (Dossier F35 Italia: 10 punti per la verità). Il costo della tanto contestata spesa per questi velivoli da combattimento è infatti lievitato per le prime consegne da 99 a 127 milioni di dollari per la versione A e da 106 a 137 per la versione B (a decollo corto e atterraggio verticale). Lo ha spiegato il generale Claudio Debertolis, Segretario generale della Difesa, in un’intervista al portale specializzato analisidifesa.it. Ora, al di là dell’inutilità di queste macchine da combattimento per un paese che la guerra la ripudia per Costituzione e soprattutto in periodi di pace, non si riesce minimamente a comprendere che motivo ci sia di indebitare ulteriormente gli italiani in un momento come questo. Il Titanic affonda, ma l’orchestra continua a suonare.

 

Finmeccanica + 50% in borsa in nove mesi 

 

E’ evidente che c’è da salvare la faccia (sfigurata dai recenti scandali) e i conti di Finmeccanica, l’industria aerospaziale italiana e braccio economico del Ministero della Difesa i cui interessi si incrociano direttamente con le sorti dei governi, impegnati qua e là a siglare accordi strategici e di collaborazione con le altre nazioni. In altre parole, l’Italia vende e compra armi in cambio di altro.

Già ma cosa? Non lo sa nessuno con esattezza ma pare che ciò ultimamente sia in qualche modo legato all’acquisto di Btp da parte dei paesi che fanno affari con l’Italia. Non sarebbe una novità, ma a questo punto viene da pensare che il debito pubblico è creato apposta per poi obbligare i governi a cedere qualcosa in cambio del suo sostegno. Come si evince anche dalle parole del Presidente della Repubblica, capo delle forze armate, che recentemente ha ribadito che l’Italia dovrà cedere parte della propria sovranità all’Europa. E il nostro paese ha il più alto rapporto debito pubblico/Pil dell’Europa (125%), dopo quello della Grecia. Da quando sono stati perfezionati gli accordi per l’acquisto degli F-35, le azioni Finmeccanica hanno messo su un 50% dai minimi, così come le obbligazioni 5,25% 2022, passate da 65 a 100 in nove mesi (vedi grafico a lato). Mentre le obbligazioni 5,75% con scadenza 2018, si sono apprezzate del 30% e adesso offrono un rendimento che sfiora quello dei Btp. Si tratta in genere di movimenti speculativi – commenta un trader – ma non v’è dubbio che la politica ci ha messo lo zampino.

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