Fine dell’eccezione positiva, bond del Portogallo a rischio spread?

La stabilità politica del Portogallo è finita con la crisi di governo apertasi dopo la mancata approvazione del bilancio e i bond rischiano

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Bond Portogallo a rischio con la crisi di governo?

Il Portogallo andrà ad elezioni anticipate dopo che il presidente Marcelo Rebelo de Sousa ha sciolto il Parlamento, a seguito della mancata approvazione del bilancio per il 2022. Il governo socialista del premier Antonio Costa non è riuscito a trovare un accordo con gli alleati del Partito Comunista e del Blocco di Sinistra su tematiche clou come l’aumento del salario minimo, dell’imposizione fiscale sui redditi, i diritti dei lavoratori della “gig” economy, il telelavoro, la spesa sanitaria e le pensioni. Gli alleati hanno rimproverato ai socialisti di essere eccessivamente concentrati sul contenimento del deficit.

Ad ogni modo, quello che sinora era stato considerato un modello di stabilità e di quiete politica non è più evidentemente tale. I socialisti guidano governi di minoranza da fine 2015. Secondo i sondaggi, rivincerebbero anche le prossime elezioni, ma ancora una volta senza maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Dal canto suo, il Partito Socialdemocratico (centro-destra) è alle prese con una battaglia per la leadership, mentre a destra avanza una formazione sovranista di nome Chega, che potrebbe anche ottenere la doppia cifra alle urne.

Bond Portogallo, rendimenti in salita?

I bond del Portogallo non hanno per il momento risentito della crisi politica in corso. Lo spread si è sì impennato, ma in linea con il trend generale, sgonfiandosi nelle ultime sedute sotto 55 punti base, meno della metà di quello italiano. Il bond a 10 anni offre neppure lo 0,35%, tre volte meno il BTp di pari durata. Insomma, non ci sono segnali specifici di nervosismo sull’obbligazionario, anche perché lo stallo farà sì che il nuovo bilancio sarà votato nella primavera prossima e che fino ad allora il governo potrà spendere in dodicesimi.

Ma il bilancio attuale è stato impostato su una politica fiscale espansiva, per cui la crescita economica non ne dovrebbe risentire.

Il debito pubblico lusitano è salito al 134% del PIL nel 2020, il terzo più alto nell’Eurozona dopo Grecia e Italia. Prima del Covid, il PIL era arrivato ad espandersi anche del 3,5%. E la disoccupazione era così scesa sotto il 6,5%, mentre era stato centrato il pareggio di bilancio, con un lieve surplus registrato nel 2019. Non era mai avvenuto prima. La fine dell’eccezione positiva, tuttavia, minaccia gli ottimi risultati conseguiti dai bond del Portogallo. Va detto, però, che il mercato non sconta alcuno scenario estremo: i socialisti o il centro-destra governerebbero senza formazioni estreme. Sarà davvero così?

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