Fiat, Moody’s taglia ancora il rating. Obbligazioni a rischio?

L’acquisizione del 100% di Chrysler potrebbe compromettere i conti del Lingotto. Pesano 11,7 miliardi di debiti e le vendite di auto che restano al palo

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’acquisizione del 100% di Chrysler potrebbe compromettere i conti del Lingotto. Pesano 11,7 miliardi di debiti e le vendite di auto che restano al palo

Tutto come previsto. Fiat è stata declassata da Moody’s da Ba3 a B1 con outlook stabile. Non è una bella notizia per il Lingotto, alle prese con un mercato auto sempre in difficoltà in Europa e con un rallentamento delle vendite in America Latina. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’acquisizione totale di Chrysler, un’operazione da 4,35 miliardi di dollari, ritenuta dagli analisti troppo onerosa. Pesa la performance più debole del previsto nel 2013 e le sfide che il Lingotto deve ancora affrontare per centrare gli obiettivi fissati. Il downgrade va a impattare sugli 11,9 miliardi di dollari di debito di Fiat e quindi sulle obbligazioni quotate che adesso diventano più rischiose. “Siamo preoccupati del fatto che Fiat possa non essere in grado di bilanciare un ulteriore deterioramento della redditività nelle attività in America Latina” – affermano gli analisti di Moody’s – sottolineando che non sarà facile per Fiat centrare i target per l’esercizio fiscale in corso dato il “deterioramento della redditività in Sudamerica, l’indebolimento della valuta locale e le maggiori pressioni competitive sul mercato dell’auto brasiliano”. Un giudizio che non si discosta con altre analisi fatte dalle altre due agenzie di rating Fitch e Standard & Poor’s che potrebbero presto rivedere le loro valutazioni.

 

Fiat snobba Moody’s e i prezzi dei bond continuano a correre

 

bond fiat

Il mercato dei capitali è comunque risultato insensibile alle  valutazioni degli esperti. Le obbligazioni Fiat non hanno fatto una piega, anzi continuano ad essere ben comprate, come osservano i traders. Il bond da 600 milioni di euro Fiat Finance & Trade Ltd 7,375% 2018 (Isin XS0647264398) viaggia a quota 113 e rende il 4% lordo a scadenza, mentre le obbligazioni da 1 miliardo 7,75% con scadenza ottobre 2016 (Isin XS0805410239) rendono, a 111, meno del 3%. Si tratta di prezzi molto tirati – osservano gli analisti di Macquerie – per nulla giustificati dal rating dell’emittente e dalle prospettive di crescita del gruppo. Non si può non tenere nella dovuta considerazione l’apporto di Chrysler che negli Usa va meglio di Fiat in Europa e rappresenta al momento il salvagente dei conti del Lingotto. Secondo Macquaire la situazione rimane comunque delicata. Si tratta di monitorare da qui alle prossime settimane una massa debitoria di 11,7 miliardi di euro e su cui potrebbero arrivare altri declassamenti da parte delle agenzie di rating che farebbero aumentare i rendimenti delle prossime emissioni torinesi per il rifinanziamento del debito.

 

Fiat, allo studio aumento di capitale o emissione di bond convertibile

 

moody's

Secondo Moody’s, invece, la debolezza di Fiat risiede nell’accordo raggiunto tra Fiat e Chrysler, con il quale la prima acquisirà il controllo del 100% dell’americana. Tale accordo potrebbe compromettere la struttura finanziaria del gruppo automobilistico italiano in un momento in cui ancora il free cash flow è negativo. Non ultimo, la mancanza di chiarezza sulla struttura giuridica che nascerà dall’integrazione tra i due soggetti. Allo stesso tempo, però, l’agenzia americana ritiene che la liquidità ad oggi in possesso di Fiat potrebbe essere sufficiente a coprire il fabbisogno di cash per quest’anno. E c’è chi non manca di essere critico con gli analisti americani che non hanno mai visto di buon occhio l’integrazione del gruppo automobilistico italiano con Chrysler. [fumettoforumright]Molti investitori vorrebbero che Fiat supportasse la “fusione” con un aumento di capitale da almeno 1 miliardo di euro anziché drenare liquidità da Chrysler. Allo studio anche l’emissione di un prestito convertibile che però rischia di compromettere la quota di controllo del gruppo in mano alla famiglia Agnelli. Insomma, la partita sembra ancora tutta aperta e, al momento, le obbligazioni non sembrano in pericolo. Checché ne dica Moody’s.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Fiat Chrysler, Ratings

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