Fiat Industrial è pronta a volare in Olanda

Mentre il governo chiede a Marchionne di restare in Italia a produrre auto che non si vendono, la divisione veicoli industriali di Fiat convolerà presto a nozze con Cnh in terra dei tulipani dove si pagano meno tasse. Il mercato apprezza e le obbligazioni volano

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Mentre il governo chiede a Marchionne di restare in Italia a produrre auto che non si vendono, la divisione veicoli industriali di Fiat convolerà presto a nozze con Cnh in terra dei tulipani dove si pagano meno tasse. Il mercato apprezza e le obbligazioni volano

In Italia non si vendono più automobili, ma nemmeno veicoli commerciali e industriali. I dati diffusi ieri dal Ministero dei Trasporti sugli acquisti di auto nel mese di settembre sono allarmanti: 109.178 vetture vendute, quasi il 25,74% in meno rispetto al 2011 che già era stato un anno deludente (Immatricolazioni Fiat in Italia: settembre nuovo mese nero).

La crisi sta colpendo talmente duro il settore automotoristico al punto che Fiat sta cercando in tutti i modi di abbandonare sia la produzione che gli stabilimenti italiani per altri lidi più redditizi e, sicuramente, meno costosi. Le immatricolazione del Lingotto sono tornate ai livelli del 1984 con vendite che hanno registrato una contrazione annua del 24,2% a 33.032 unità. Dopo le decise flessioni di agosto (-20,2 per cento) e di luglio (-21,5 per cento), a settembre la situazione è ulteriormente peggiorata anche per il segmento dei mezzi industriali e commerciali e gli Agnelli che si preparano a fare le valige. Se la manovra diversiva dell’Ad Marchionne per chiudere gli impianti produttivi  è stata al momento frenata dall’intervento del governo e dalla scesa in piazza dei sindacati, il resto del gruppo però lascerà a breve la penisola. E il mercato plaude alle scelte di Fiat mandando in fibrillazione le azioni dei titoli quotati a Piazza Affari e soprattutto le sue obbligazioni, da Exor a Fiat Industrial.

 

Fusione Fiat Industrial Cnh: un argomento tabù

Nessuno ne parla ufficialmente e nulla trapela dal quartier generale di Torino, ma Fiat Industrial e Case New Holland (Cnh) stanno preparando la fusione. E non in terra italica. Lo avevano annunictao gli Agnelli in primavera e ora pare che il loro obiettivo stia per realizzarsi. Entro l’anno, infatti, le due società della finanziaria Exor (Cnh è controllata da Fiat Industrial) si fonderanno in una newco che darà vita a un grosso polo industriale di macchine agricole, macchine per il movimento terra e veicoli commerciali il cui nome è ancora sconosciuto. Fin qui nulla di sorprendente, se non che la nuova società nascerà in Olanda e verrà quotata ad Amsterdam o New York.

Dell’Italia, con una pressione fiscale che supera il 55%, gli Agnelli non ne vogliono più sapere. E forse hanno anche ragione, commenta un trader.

 

Delisting Fiat Industrial: scenario inevitabile

Fiat Industrial, che fattura 25 miliardi di euro all’anno, verrà cancellata dal listino milanese e con essa gli stabilimenti e tutti gli addetti alla produzione che finiranno all’estero, non solo in Olanda. Ad Amsterdam nascerà la nuova società che però verrà registrata fiscalmente nelle Antille (olandesi), paradiso fiscale al pari delle Bermuda o delle Seychelles, dove non si pagano tasse sui dividendi. Quello che interessa alla Exor. E così, mentre il governo Monti minaccia tuoni e saette agli evasori e sguinzaglia la Guardia di Finanza a Cortina o sui navigli milanesi, Marchionne (che ha la residenza in Svizzera) sposta la produzione all’estero e scarica gli oneri dei prossimi disoccupati (ancora una volta) sulla collettività. Non solo: se lo Stato non incasserà più soldi dalle vendite di Fiat, da qualche altra parte dovrà poi andare a recuperarli. E il mercato apprezza.

 

Volano le obbligazioni Fiat Industrial in attesa della fusione con Cnh

 

I bond Fiat Industrial 6.25% 2018 (XS0604641034), quotate sull’ExtraMot con taglio minimo da 100.000 euro, sono infatti fra le più richieste dagli operatori finanziari istituzionali che si attendono a questo punto un rafforzamento della base patrimoniale dell’emittente che farà capo a una nuova società da 35 miliardi di dollari di fatturato e sarà leader mondiale del settore. A guadagnarci sarà soprattutto Fiat Industrial  perché si fonderà con una società (Cnh) che va a gonfie vele  grazie alla vendita di macchine agricole (18 miliardi di dollari di ricavi nel 2011), mentre Iveco sta chiudendo stabilimenti in tutta Europa. Il bond Fiat Industrial, emesso nel marzo del 2011 a favore di investitori istituzionali per un quantitativo di 1,2 miliardi di euro, in un anno ha messo a segno un rialzo del 24% e prezza ora 106 (vedi grafico a lato) per un rendimento a scadenza del 4,9%. Un tasso decisamente inferiore a quello offerto dalla gemella Fiat Auto, le cui obbligazioni Fiat Fiance & Trade 7,375% 2018 di pari durata rendono il 7,3% a scadenza.

Va osservato – dice Vincent Longar di BNL-BNP Paribas – che il rating, secondo Standard & Poor’s, è leggermente diverso: BB+ per Fiat Industrial e BB- per Fiat Finance & Trade, tuttavia  il divario fra le due obbligazioni appare abbastanza marcato e l’unica spiegazione al momento è data dalle aspettative che il mercato riserva per la fusione di Fiat Industrial con Cnh che potrebbe portare le agenzie di rating verso un apprezzamento del merito creditizio. Sostenuto anche l’altro titolo Fiat Industrial 5,25% 2015 che quota sopra 103 e rende il 3,8% a scadenza. Gli investitori ritengono che la fusione farà bene a Fiat Industrial anche dal punto di vista dell’immagine che in Italia non ha avuto molto successo dopo lo spilt da Fiat e la successiva quotazione in borsa, mentre all’estero Cnh è molto conosciuta e apprezzata.

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