Fiat-Chrysler, in arrivo un bond convertibile?

La festa di nozze sembra già finita e gli analisti guardano al debito del gruppo troppo elevato. Rumors sul possibile lancio di obbligazioni convertibili da 1 miliardo sono state smentite da Fiat

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La festa di nozze sembra già finita e gli analisti guardano al debito del gruppo troppo elevato. Rumors sul possibile lancio di obbligazioni convertibili da 1 miliardo sono state smentite da Fiat

Passata l’euforia di borsa sulla notizia dell’acquisto da parte di Fiat del 41% di Chrysler in mano a Veba, il mercato comincia a interrogarsi sul futuro del gruppo automobilistico. Investitori e analisti puntano i riflettori sul nodo del debito, dato che l’esborso per salire al 100% di Chrysler è di 4,35 miliardi di dollari, più di quanto auspicato dagli analisti. L’operazione Fiat-Chrysler piace al mercato perché spazza via le incertezze sulle prospettive di fusione del gruppo, ora il settimo al mondo, ma che solleva fra gli analisti alcuni timori sulla sostenibilità del debito. L’operazione Chryslser, condotta in modo intelligente da Fiat facendo ricadere la maggior parte dei costi della transazione sulla casa americana, non è infatti una “panacea” per il gruppo automobilistico italiano. Con Chrysler, infatti, il debito del gruppo sale a circa 10 miliardi di euro e con Fiat che diventa la casa automobilistica europea con il debito più elevato. Un macigno di dimensioni preoccupanti, secondo gli analisti di Citigroup, anche perché il mercato automobilistico è saturo e il nuovo gruppo si ritroverà a operare con un sostanziale leverage (debt equity ratio 3,5 x) in un settore pieno di sfide. Incluso il possibile rallentamento in Brasile, le difficoltà in Europa e il fatto che né Fiat né Chrysler hanno particolare trazione in Cina.

 

Fiat-Chrysler pronta a lanciare un bond convertibile

 

Obama-and-Marchionne

In questo senso, gli Agnelli non la raccontano giusta quando dicono che Fiat non avrà bisogno di un aumento di capitale. Gli analisti sono concordi nel ritenere che prima o poi bisognerà mettere mano al portafoglio per compensare almeno 1 miliardo di euro per l’acquisto del 41% di Chrysler. Una spesa sopportabile, ma eccessiva perché va a sottrarre disponibilità alla casa americana per sviluppare nuovi modelli e aprirsi verso nuovi mercati. Non a casa già circolano voci circa il possibile sbarco del gruppo automobilistico alla borsa di New York. E congiuntamente, il gruppo nato dalla fusione di Fiat e Chrysler potrebbe emettere un bond convertibile da 1-1,5 miliardi di dollari. Lo scrive il Financial Times citando fonti vicine a Sergio Marchionne, a capo dei due gruppi auto che si avviano alla fusione. Come noto, l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile eviterebbe di chiedere soldi agli azionisti e nell’immediato adempirebbe perfettamente allo scopo di fare cassa. Alla lunga però, potrebbe pesare sui conti del gruppo se le azioni non si apprezzassero e i risparmiatori decidessero di non convertire il debito in capitale. Da parte di Fiat sono comunque circolate smentite riguardo a questa notizie asserendo che è prematuro formulare ipotesi di questo tipo e che il Lingotto ha a disposizione liquidità più che sufficiente per supportare finanziariamente l’operazione senza aumenti di capitale o operazioni sul debito nel breve periodo.  

 

Fiat, crollano le immatricolazioni nel 2013

 

Il Ministero dei Trasporti ha diffuso il consuntivo del mese di dicembre 2013 che, con 88.705 pezzi, registra un +1,40% rispetto allo stesso mese del 2012. Federauto però evidenzia che, nonostante questo marginale rimbalzo positivo, per il mercato dell’auto italiano il 2013 è stato un anno orrendo caratterizzato da 42 cali mensili consecutivi. Secondo i dati ufficiali le immatricolazioni nei 12 mesi sono state 1.303.534, con una flessione del -7,09% rispetto alle 1.403.010 unità dell’intero 2012. Ma per capire il dramma di questo dicembre 2013, che sembra a prima vista positivo, si deve pensare che dicembre 2012 aveva fatto registrare un -22,5% rispetto al dicembre 2011. E ancora peggio ha fatto il gruppo Fiat immatricolando 373.771 nuove vetture, in calo del 9,94% rispetto alle 415.046 del 2012. A dicembre invece le vendite sono scese del 2,62% a 24.809 unità, contro le 25.476 di un anno fa. A novembre le immatricolazioni del gruppo Fiat erano scese del 12,33%. Nel 2013 la quota di mercato di Fiat Group Automobiles in Italia si è attestata al 28,67%, in calo rispetto al 29,58% del 2012. A dicembre invece la quota del Lingotto è scesa al 27,97% dal 29,12% di un anno fa. A novembre la quota di mercato del gruppo Fiat era al 27,19%.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni convertibili, Bond in dollari USA, Obbligazioni Fiat Chrysler, Obbligazioni subordinate

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