Fed pronta ad alzare i tassi anche a settembre. Tutti i commenti

Commento di State Street al meeting FED. L'intervento degli esperti a margine della riunione della Fed

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento di State Street al meeting FED. L'intervento degli esperti a margine della riunione della Fed

A seguito del meeting del Federal Open Market Committee (FOMC), Lee Ferridge, responsabile Multi-Asset Strategy per le Americhe di State Street Global Markets, Antoine Lesné, responsabile strategia e ricerca EMEA di SPDR ETFs, e Sophia Ferguson, senior portfolio manager active fixed income and currency di State Street Global Advisors, hanno rilasciato i seguenti commenti:

Commento di Ferridge: “Come ampiamente atteso, il meeting odierno del FOMC si è rivelato un non-evento, il che lascia spazio all’aumento dei tassi a settembre, già incorporato dal mercato con un 80% di probabilità. I meeting di metà periodo come questo, a cui non fa seguito alcuna conferenza stampa e in cui le attese dei tassi “dot” del FOMC non vengono modificate, sono diventanti sempre più marginali nel corso degli ultimi anni. Infatti, il numero di riunioni in cui i membri del FOMC possono realmente modificare la politica monetaria si è ridotto a quattro all’anno. Questo è uno dei motivi per cui, a partire da gennaio 2019, Powell terrà una conferenza stampa a seguito di ogni meeting del FOMC, al fine di conferire al comitato maggiore flessibilità nel delineare la politica monetaria”.

Commento diLesné: *“Il meeting del FOMC ha fornito poche informazioni aggiuntive poiché non è stato seguito da una conferenza stampa. In base alle probabilità legate ai *future*, ci sono buone possibilità che gli incrementi dei tassi avvengano a settembre e a dicembre, anche se il mercato potrebbe non incorporare nei prezzi gli aumenti previsti per il 2019 contenuti negli ultimi *dot plot*. Per ora, l’attenzione sarà rivolta a occupazione e inflazione. Sebbene siano robuste, è difficile che i livelli di entrambe aumentino ulteriormente e, di conseguenza, il FOMC non
ha fretta di accelerare il ritmo degli incrementi dei tassi. Questo scenario potrebbe ancora supportare il dollaro. I rendimenti dei Treasury potrebbero risultare più sensibili all’annuncio della Bank of Japan rispetto a quello del FOMC, poiché vanno alla ricerca di rendimenti potenzialmente più elevati nella parte centrale della curva“.

Commento di Ferguson:“All’interno del quadro politico della Fed dipendente dai dati, le prospettive economiche rimangono ottimiste quanto basta per giustificare una prosecuzione, seppur graduale, della politica di irrigidimento monetario. Prevediamo che il prossimo rialzo dei tassi avverrà a settembre, ma è necessario guardare con attenzione all’evoluzione delle *forward guidance* riportate nei verbali del meeting di agosto, in particolare quelle legate alla discussione sulla forma della curva dei rendimenti e alle condizioni finanziarie derivanti dai dazi commerciali implementati. Se le politiche commerciali protezionistiche dovessero sfociare in un incremento dell’attività reale nel lungo periodo, una modifica al mantra della Fed “slow-and-steady” potrebbe essere giustificato”.

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Argomenti: Macroeconomia

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