Fed, i tassi d’interesse rimarranno ancora fermi

L’economia USA cresce moderatamente e la Bance centrale lascerà ancora i tassi fermi. Bce lancerà il quantitative easing in primavera

di Mirco Galbusera, pubblicato il

I tassi d’interesse sui Fed Funds rimarranno su livelli minimi per un “considerevole periodo di tempo” dopo la fine del QE. Questo, in sostanza, è ciò che è emerso dai verbali del Fomc, il Comitato esecutivo della Federal Reserve Bank, riunitosi lo scorso fine ottobre, confermando quindi la guidance sul costo del denaro. Secondo il documento molti funzionari della Fed restano vigili sul rischio di un calo delle aspettative di inflazione. Uno sviluppo del genere appoggerebbe un mantenimento dei tassi di interesse su livelli bassi per un periodo di tempo più prolungato.   L’economia USA cresce moderatamente   A ottobre, ricordano le minute, la Banca centrale statunitense ha terminato il programma il allentamento quantitativo con un solo voto contrario. L’economia continua a espandersi a un ritmo moderato, i prezzi in calo del petrolio sono visti come una spinta alla spesa per consumi nel breve termine”, precisano gli esperti. Il rallentamento internazionale e l’apprezzamento del dollaro avranno un impatto limitato”, per i funzionari della Fed. La maggioranza degli esponenti della Fed si aspetta che l’inflazione rallenti nel breve ma che raggiunga comunque il target nel medio periodo. Il Tresury decennale rende il 2,32%   La Bce comprerà titoli di stato nella primavera 2015   [fumettoforumright]Sul versante europeo, si attende ora che Mario Draghi dia inizio al quantitative easing europeo, cioè l’acquisto massiccio di titoli di stato. Le previsioni sono per un via libera in primavera, dopo che saranno noti i dati sul Pil dell’eurozona del 2014 e che i singoli stati membri avranno approvato le rispettive leggi di bilancio, ora al vaglio di Bruxelless. Tempi tecnici da rispettare, quindi, ma ormai il dado è tratto e la Bce è pronta ricorrere a misure non convenzionali per rilanciare l’economia o, quantomeno, per evitare che si blocchi nel pantano della deflazione. Per quanto riguarda i rendimenti dei titoli di stato, il BTP decennale offre uno yield del 2,33% con spread a 148 bp, mentre il Bonos spagnolo testa sta testando il 2% e, infine, il Bund paga lo 0,79%.

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Argomenti: Macroeconomia, Titoli di Stato Italiani

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