Fed e Bce prudenti sui tassi. Crescita ancora debole in Europa

La Fed non alzerà i tassi a settembre, mentre la Bce teme l’effetto Brexit sulla crescita economica. Rendimento Btp stabile a 1,10% e spread a 122 bp

di Mirco Galbusera, pubblicato il

Btp a 10 anni stabili e rendimento fermo 1,10%. Anche lo spread Btp Bund prosegue le contrattazioni poco mosso a 123 punti base rispetto alla chiusura di ieri a 122 dopo che sia la Federal Reserve che la Banca centrale europea si sono dimostrate caute riguardo alle prossime mosse di politica monetaria, secondo quanto si evince dalle minute delle rispettive riunioni avvenute nel mese di luglio. Se da un lato la Bce è pronta ad aumentare gli stimoli monetari, qualora questo si renda necessario, dall’altro i membri del Consiglio ritengono che sia ancora troppo presto per discutere di queste misure.

Brexit preoccupazione dominante per la Bce

A dominare il dibattito al meeting di luglio dell’Eurotower è stato il tema Brexit, fenomeno che ha creato venti contrari per l’Eurozona e ha aumentato l’incertezza. Il voto a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, secondo i banchieri centrali, può impattare sull’economia globale in modo imprevedibile, anche se le ricadute sul mercato sono state “contenute”. I funzionari di Francoforte hanno poi sottolineato la necessitá di salvaguardare il meccanismo di trasmissione monetaria attraverso le banche, i cui prezzi dei titoli seguono un apparente legame con il volume dei prestiti.

Fed incerta su prossimo rialzo dei tassi

Per quanto riguarda la Fed, invece, i verbali dell’ultima riunione mostrano sì “minori preoccupazioni per i rischi di breve termine e un giudizio positivo sulle prospettive dei consumi e dell’occupazione” ma, come fanno notare gli economisti di Intesa Sanpaolo, il Fomc “appare molto diviso sulla strada da seguire”. Dello stesso avviso sono gli strategist di Mps Capital Services, secondo i quali ora “la Fed ci crede di meno”. Sta di fatto che, benchè un’azione da parte del Fomc a settembre sia ancora possibile, la Fed non agirá al rialzo sul costo del denaro finchè non ci sará maggiore consenso sulle prospettive di crescita, inflazione e assunzioni.

Bond Portogallo a rischio declassamento da Dbrs

Nel frattempo, i bond portoghesi sono ancora sotto pressione in scia al timore di un possibile declassamento del rating a ottobre da parte di Dbrs, che martedì ha segnalato preoccupazione per la fiacca crescita economica del Paese e i ridotti margini di manovra della politica fiscale. Comunque, ieri Dbrs ha riferito che al momento il rating (al limite inferiore dell’investment grade) è visto di bon occhio, mentre l’outlook resta stabile. Sul fronte macroeconomico, nel Regno Unito le vendite al dettaglio hanno accelerato al rialzo a luglio, battendo nettamente le attese. Il dato è infatti salito dell’1,4% m/m (consenso a +0,2%) e del 5,9% a/a (consenso a 4,2%). Successivamente, il cambio gbp/usd ha aggiornato il massimo intraday a 1,3172.

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Argomenti: Btp

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