FCA travolta da dieselgate, ma i bond sono da comprare

Anche i rendimenti dei bond FCA sono saliti, ma per gli esperti la società non ha problemi di solvibilità

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Anche i rendimenti dei bond FCA sono saliti, ma per gli esperti la società non ha problemi di solvibilità

Crolla il borsa il titolo azionario FCA bersagliato da una pioggia di vendite che vanno da New York a Milano. La società ha contestato le accuse mosse dall’Epa, l’agenzia ambientale statunitense che controlla le emissioni nocive degli scarichi dei motori delle autovetture, sulle irregolarità di 104.000 autovetture prodotte e vendute negli USA dal 2014 al 2016. FCA rischia una multa fino a 4,6 miliardi di dollari se le accuse dovessero essere confermate.

Un batosta che si è riverberata sia sul titolo azionario, affondato in poche ore del 16%, sia sui bond FCA che hanno perso mediamente fra le 2 e le 3 figure. Il bond Fiat Chrysler Finance 6,625% 2018 da 1,25 miliardi di euro (Isin XS0906420574) è scivolato giù di 2 punti passando da 107 a 105 per un rendimento a scadenza del 2,41% a tredici mesi dal rimborso. Giù anche il bond FCA Capital Ireland con cedola 1,25% e scadenza 2021 (Isin XS1435295925) collocato lo scorso anno per 1,25 miliardi di euro che, su Borsa Italiana, è sceso a 101,10 per un rendimento a scadenza del 1,18%. Interessante anche il bond Fiat Chrysler Finance 7% 23 marzo 2017 (Isin XS0764640149 ), quotato anch’esso su Borsa Italiana, che scambia a 101 per un rendimento che supera il 5% annuo a 70 giorni dal rimborso.

Rendimenti bond FCA in rialzo ma nessun rischio sui pagamenti

Benchè il rating di FCA sia in area “non investment grade” (BB- per Standard& Poor’s e Fitch e B1 per Moody’s), gli analisti sono concordi nel ritenere che il gruppo automobilistico italo-americano non abbia problemi di liquidità e i bond saranno regolarmente rimborsati a scadenza. La società è solvibile e lo sarà anche in un contesto avverso di mercato, qualora, nella peggiore delle ipotesi, dovesse subire il pagamento di una multa da 4,6 miliardi di dollari da parte delle autorità statunitensi. Così ha dichiarato Sergio Marchionne, Ceo di Fca in una breve dichiarazione dopo le accuse mosse dall’Epa al gruppo automobilistico. Unico rischio, le scadenze obbligazionarie più lunghe potrebbero risentire maggiormente qualora anche le agenzie di rating dovessero rivedere l’outlook di Fca per il 2017.

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Argomenti: Obbligazioni Fiat Chrysler