Fashion, a ruba il nuovo bond Kering 2,50% 2020

Il settore moda e lusso non conosce crisi e la ex PPR di François Pinault raccoglie soldi freschi per fare nuove acquisizioni in Italia. L’obbligazione non è a buon mercato ma è sicura

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il settore moda e lusso non conosce crisi e la ex PPR di François Pinault raccoglie soldi freschi per fare nuove acquisizioni in Italia. L’obbligazione non è a buon mercato ma è sicura

Kering, leader mondiale del settore lusso dietro a Lvmh è tornato sul mercato dei capitali con un nuovo bond da 500 milioni di euro. Si dice che l’emissione avvenuta nell’ambito dell’Euro Medium Term Program servirà a per ottimizzare l’assetto finanziario del gruppo (conosciuto in precedenza come Pinault-Printemps-Redoute, ex PPR), anche se, in realtà, gli analisti sono propensi a credere che, dopo l’affondo della Lvmh di Arnault su Loro Piana, Kering si prepara a giocare la prossima mossa per rilevare qualche altro importante asset della moda in Italia. E’ infatti in atto una guerra a colpi di miliardi fra i due maggiori poli del lusso francesi per spartirsi i gioielli del made in Italy e le munizioni non sono mai abbastanza. La moda italiana è infatti l’ultima frontiera su cui si regge ancora bene la nostra economia e fa gola ai transalpini, disposti a sborsare fior di quattrini pur di aggiudicarsi i brand. Nell’orbita di Kering già ruotano importanti maison italiane, quali Gucci, Sergio Rossi, Bottega Veneta e Pomellato, ma – secondo indiscrezioni – la società guidata da François-Henri Pinault avrebbe adesso nel mirino anche Roberto Cavalli.

 

Obbligazioni Kering 2,50% 2020 dettagli e caratteristiche

 

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Ma torniamo al bond Kering ha appena concluso l’operazione di collocamento piazzando con successo una obbligazione senior a sette anni per un importo di 500 milioni a fronte di una domanda di 4,5 miliardi di euro. I copiosi ordini, piovuti da investitori istituzionali di mezza Europa, sono stati gestiti da Banca IMI (bookrunner dell’operazione) che ha consentito all’emittente di spuntare un prezzo migliore, arrivando a pagare un premio di soli 98 punti base a fronte dei 105-110 area previsti inizialmente. La nuova obbligazione Kering (Isin FR0011535764), scadenza 15 luglio 2020, paga una cedola fissa annua del 2,50% su un prezzo di riofferta di 99,848. Le banche che hanno curato l’operazione, lanciato nell’ ambito del programma Emtn dell’ emittente, sono state Banca Imi, Credit Agricole, Commerzbank, Natixis, Rbs, e Société Génerale. Il bond, che sarà listato sulla borsa del Lussemburgo per tagli minimi di 100.000 euro, è stato venduto soprattutto in Francia (29%), Gran Bretagna (28%), Germania e Austria (27%), Benelux (7%) e Svizzera (4%). Per quanto riguarda l’asset allocation, questa ha visto il dominio degli asset manager (62%), seguiti a distanza dai gruppi assicurativi (23%), banche e private banking. Il rating attribuito al bond di Kering rientra nella categoria “investment grade”, BBB con outlook stabile per Standard & Poor’s. La recente emissione – osserva un trader – consentirà al gruppo francese di rimborsare un altro bond in scadenza, il PPR S.A. 7,75% Giugno 2014 da 150 milioni di euro (Isin FR0010754531) il cui rendimento si è ormai schiacciato poco sopra l’1% proprio in virtù della certezza del rimborso fra un anno. Sul secondario il prezzo del nuovo bond è già trattato in rialzo, intorno a 100,15, con un rendimento a scadenza che tende ad allinearsi all’altra obbligazione in euro quotata da 500 milioni, la 3,125% 2018 (Isin FR0011236983) che viene scambiata a 106 e rende il 2%.

 

Kering, qualche numero sul giro d’affari

 

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Presente in più di 120 paesi del mondo e quotata alla borsa di Parigi, Kering comprende un portafoglio mondiale di marchi (divisione lusso, divisione sport & Lifestyle e retail) in continua espansione. L’azienda fondata dal miliardario François Pinault (nella foto), ha realizzato nel 2012 un giro d’affari di 9,7 miliardi di euro e si appresta a superare i 10 miliardi quest’anno grazie ai suoi 33.000 dipendenti e collaboratori. Il polo francese, infatti, ha diffuso i risultati relativi al primo trimestre del 2013, in cui si evidenzia un buon andamento di tutto il settore del lusso in tutti i mercati. Buoni risultati arrivano dal Nord America e dal Giappone, mentre la Cina continentale conferma una crescita a doppia cifra (+10%). Soddisfatto dei numeri Francois- Henri Pinault, Ceo di Kering, commenta: “le vendite dall’inizio del 2013 sono state trainate dal nostro settore del lusso, che continua a ottenere ottimi risultati in tutte le aree geografiche. La forza di ciascuno dei nostri brand, combinata alle grandi potenzialità del nostro team, fa crescere la nostra fiducia nel futuro e nelle nostre capacità di migliorare ulteriormente i risultati per il resto dell’anno”. Più in dettaglio, le vendite sono aumentate del 3,1% (a cambi comparabili) a quota 2,4 miliardi. La divisione luxury cresce del 6,4% a 1,5 miliardi, rispetto al +18% dello stesso periodo dell’anno precedente; la divisione sport & lifestyle cala del 2,5% a 842 milioni.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni societarie

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