Fara, Sala, Arimannia e la semantica europea

Sempre, solo e soltanto Grecia

di , pubblicato il
Sempre, solo e soltanto Grecia

Mai come in queste settimane ci siamo confrontati a lungo su termini quali “ristrutturazione” e “reprofiling”, quasi fossero parole magiche in grado di dare risposta a soluzioni complesse. Su ognuno di questi termini si è aperta un’ampia discussione sul loro significato e significante. Ed è proprio partendo da questi termini che abbiamo assistito ad un forte scontro sotterraneo tra Eurogruppo da una parte e BCE dall’altra: politici vs tecnocrati. Sullo stesso significato semantico dei termini ha ragionato a lungo Adriano Cavanna nel suo studio su: “Fara, Sala, Arimannia nello studio di un vico longobardo”, partendo da una accurata disamina dei toponimi per rintracciare percorsi storici. Oggi, nella discussione in corso su come risolvere la crisi greca, si ragiona attorno al significato proprio delle parole. L’ultima parola magica è il “reprofiling”, accompagnato però dal significato che ogni interlocutore attribuisce al termine: per Caio è un semplice riscadenziamento, per Tizio un riscadenziamento con taglio cedolare, per Cesare un allungamento con premio a scadenza. Tutti d’accordo però sul mantenere inalterato il nominale a scadenza. Per uscire da questa impasse Juergen Stark, insieme a Bini Smaghi, hanno voluto mettere dai paletti fermi: la BCE non vuole assolutamente prestarsi al gioco. Affermando chiaramente che ogni tentativo di modifica dello status-quo renderebbe i titoli greci non idonei ad essere utilizzati come collaterale nelle operazioni di liquidità. Quindi per il sistema economico ellenico sarebbe la fine. L’alzata di scudi ha permesso un’accelerazione del dibattito e aver ben chiaro tutti gli scenari futuribili. Credo, a questo punto, sia necessario arrivare ad una proposta condivisa da tutti per il prossimo Vertice di giugno. Il nostro Cavanna, nel suo studio, ha scritto delle belle pagine intrise di intelligenti collegamenti.

Un insegnamento guida di metodologia e approccio allo studio della storia minore, quella locale. Un metodo che, parallelamente, dovrebbe seguire ogni trader: l’identificazione delle fonti ed il pensiero che ci sta dietro. Un esempio pratico l’abbiamo potuto osservare l’altro giorno nella discussione tra i forumisti di Investireoggi.it: una news annunciava la sospensione dei pagamenti della Norvegia alla Grecia. Il primo segnale era quello di apprensione, a prima vista era stato collegato alla questione del rilascio della Quinta tranche del prestito da parte della Troika. Essendo questo motivo di dibattito, era stato subito indicato – giustamente – come elemento negativo. Gli ispettori del FMI ad Atene stanno premendo fortemente sull’esecutivo di Papandreou, anche facendo pressioni intorno al rilascio della tranche. La prima cosa da fare, in questi casi, è leggere esattamente la fonte, visto che sui nostri GGB i principali attori sono fondi hedge e distressed che vivono su questi rumors. Ebbene, abbiamo appreso che si trattava di fondi sospesi relativi a progetti sociali, niente a che vedere con il finanziamento della Troika. Nell’ introduzione al suo studio del 1967  il Cavanna scriveva: ” La storiografia locale, così pregna di paziente e diligente erudizione e così soffocata dall’umiltà e dalla limitatezza dei suoi indirizzi, rappresenta anche oggi, come sempre, un genere di studio ingrato e faticoso. Fare della storia locale e, particolarmente, fare della storia giuridica locale, vuol dire dedicarsi a ricerche basate su una precisa rinuncia. Lo studioso deve ignorare l’ampio respiro delle elaborazioni e delle sintesi dogmatiche, la vastità delle generalizzazioni storiche e delle teorie generali e calarsi invece negli angusti confini di un archivio comunale, di un fondo parrocchiale, di una raccolta di carte familiari. Storiografia locale significa dunque umiltà: spesso non è il lavorare su dati accertati, su contributi giunti da mille luoghi diversi, non il tentare la rischiosa ma seducente via della sintesi, ma lo scavare profondo in un preciso, solo punto, e il rimanervi”.
Ieri è stato un’altro venerdì “nero”. I nostri titoli hanno accusato pesanti perdite, ma a quale punto è arrivata la discussione. Ovviamente non possiamo sapere di cosa si discute nelle teleconferenze ma, vista la tensione crescente, credo sia molto avanzata. Abbiamo passato mesi a disquisire di buy-back e Brady Bond, soluzioni che permettono veramente di tagliare efficacemente il debito. Necessitano però di prese di posizioni molto forti e condivise, e sono quelle che attualmente mancano alla politica europea. La Grecia intanto ha avviato il processo di privatizzazioni con la nomina degli advisor. Da più parti è stata sollecitata un’accelerazione sui tempi in modo da rendere più celere la messa in vendita del patrimonio. La via più veloce rimane quella di una costituzione di un ente autonomo incaricato di far cassa. Dobbiamo però comprendere che l’urgenza di effettuare da subito le vendite si potrebbe tradurre in una potenziale perdita di gettito rispetto alle aziende pubbliche quotate in Borsa, visto i minimi storici cui è giunto l’indice ASE della Borsa di Atene. La Troika ha chiesto all’opposizione di centrodestra di “Nuova Democrazia” di appoggiare l’implementazione al Memorandum che verrà sottoscritto. Proprio per non lasciare sulle sole spalle di Yorghios Papandreou la dolorosa operazione che non deve essere utilizzata come arma di scontro politico interno. Sarà dunque importante avere il più largo consenso attorno alla piattaforma da parte di tutte le forze politiche: proprio come in Portogallo. Intanto alla Grecia serve inevitabilmente un’altro supporto, rispetto al piano precedente, per metterla definitivamente al riparo sino a metà del 2013 dai famelici mercati finanziari che esigono interessi fuori da ogni realtà sostenibile. Quindi occorrono un’altra cinquantina di miliardi che potrebbero essere garantiti tramite il gettito ottenuto dal programma di privatizzazioni che l’ente preposto allo scopo potrebbe cartolarizzare. Agli istituzionali che detengono la stragrande maggioranza del debito pubblico si chiederà di mantenere invariata l’esposizione sui GGB sino alla scadenza naturale dei titoli, magari dietro forma di una qualche garanzia da parte dell’EFSF.
A Francoforte, credo, stiano studiando i meccanismi tecnici da mettere a punto per rendere praticabile sul campo l’ipotesi. L’alternativa è il disastro: fame, freddo e macerie. Sempre venerdì pomeriggio, a seguito del downgrade di Fitch che si è allineato a S&P e Moody’s, le Borse del continente hanno accusato il colpo riportando consistenti perdite. Il tutto accompagnato con notevoli allargamenti dello spread/bund sui titoli di stato da parte di tutto il Club Med. Un copione già visto e molto prevedibile. In questo fine settimana sono certo che la discussione continuerà animata, in programma c’è anche da assegnare l’importante poltrona di Strauss-Kahn: in pole position c’è il Ministro delle Finanze francese Christine Lagarde. Sarebbe un’ottima scelta nel segno della continuità, nel cambiamento, da parte del FMI. Una donna, rappresenterebbe bene questo impegno. E le nostre Fare che fine hanno fatto? La toponomastica italiana è ricchissima di storia, il nome delle località disvela le origini del luogo. Sono molte le municipalità che contengono questo termine. Si trattava di antiche stanziamenti longobardi a carattere tipicamente militre posti a protezione dei confini dei ducati che componevano il Regnum Langobardorum. Fare ed Arimannie avevano pressochè lo stesso significato, ne troviamo località sparse un pò per tutta Italia. Altre tracce di radicamento territoriale di questa “gens” le possiamo leggere in termini quali sculd-hais (ad esempio Scaldasole), le tantissime Sala, Sale, Saletta ( es. Sala Consilina, Sala Monferrato), le già citate Fare ( es.Fara Novarese, Fara Filiorum Petri) le tante Curtis Regie o Curtis Ducis ( es. Cordusio a Milano, Corte Olona). Il termine e il suo significato … proprio quello che manca ai mercati finanziari. Tommy271

Argomenti: