ESM colloca bond per 3 miliardi di euro

Il fondo del meccanismo di stabilità europeo ha emesso obbligazioni decennali con rendimento del 1%. Ma come funziona l’ESM?

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Il fondo del meccanismo di stabilità europeo ha emesso obbligazioni decennali con rendimento del 1%. Ma come funziona l’ESM?

L’ESM ha collocato altri 3 miliardi  di euro di bond decennali con rendimento all’1,071% (EU000A1U9894). La domanda degli investitori si e’ rivelata solida, sopra i 4 miliardi di euro. Con l’emissione di titoli triennali della scorsa settimana, l’European Stability Mechanism ha coperto in sole due aste tutto il fabbisogno del 2015. “Con l’operazione odierna abbiamo compiuto un primo passo per allungare la durata media del debito dell’Esm”, ha dichiarato Christophe Frankel, Cfo e vice direttore generale. “Con un forte sostegno da parte degli investitori abbiamo esteso la durata del debito a tassi di interesse storicamente bassi, buona notizia per i nostri Stati membri beneficiari. Questo risultato e’ incoraggiante per la nostra strategia di finanziamento, in quanto abbiamo intenzione di collocare altri 9 miliardi di euro entro la fine dell’anno”.   L’ESM ha in dotazione 500 miliardi per il salvataggio degli stati europei   Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati (in inglese European Stability Mechanism – ESM), istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles nel 2011, nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro. Esso ha assunto però la veste di organizzazione intergovernativa (sul modello dell’FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione. L’ESM ha una potenza di fuoco di 500 miliardi di euro. Presta soldi a fronte del pagamento di interessi modellati su quelli chiesti dall’Fmi.

L’Italia ha finora contribuito con 14,3 miliardi. Può prestare soldi agli Stati in difficoltà, eccezionalmente acquistare titoli di Stato sul mercato primario (ossia al momento dell’emissione) e in futuro potrà intervenire direttamente nei salvataggi bancari seppur con condizioni molto restrittive. Finora ha svolto un ruolo importante nella crisi di Cipro e di Atene, ma soprattutto nella costituzione della bad bank spagnola, in cui le banche hanno scaricato i loro crediti deteriorati.

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