Erdogan trionfa in Turchia, la cautela resta d’obbligo

Il mercato ha già scontato il peggio sulla Turchia, ma la debolezza della lira e i rendimenti dei bond a breve inducono alla prodenza

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il mercato ha già scontato il peggio sulla Turchia, ma la debolezza della lira e i rendimenti dei bond a breve inducono alla prodenza

In Turchia, si sono tenute domenica 24 giugno le elezioni presidenziali anticipate indette dal Presidente uscente Erdogan. Nonostante negli ultimi giorni l’avanzata delle opposizioni avesse reso meno scontata del previsto la sua vittoria, Erdogan è riuscito a conquistare la riconferma alla guida del Paese per un nuovo mandato, ottenendo la maggioranza assoluta dei voti al primo turno.

Negli ultimi anni, il contesto geopolitico turco è stato alquanto turbolento, e dato che valutare il rischio politico e l’indirizzo delle politiche è una parte fondamentale del nostro processo di ricerca, per noi, in qualità di gestori focalizzati sui Mercati Emergenti, la chiave è monitorare se questi rischi potrebbero aumentare o diminuire nel prossimo futuro. Attualmente – dice Penelope Foley, gestore del fondo TCW Funds Emerging Markets Local Currency Income, TCW – abbiamo una visione neutrale sulla Turchia, poiché i mercati hanno già prezzato un livello straordinariamente alto di cattive notizie. La lira turca si è deprezzata di oltre il 20% negli ultimi mesi nei confronti del dollaro e dell’euro, i rendimenti reali dei bond turchi a 2 anni sono circa del 6% (di gran lunga il più alto tra i grandi Mercati Emergenti) e le obbligazioni di Ankara in valuta forte sono a buon mercato rispetto a quelle di altri Paesi Emergenti meno rilevanti come Bielorussia, El Salvador e Kenya.

La Banca centrale turca ha recentemente aumentato drasticamente i tassi di interesse, di 500 punti base nelle ultime settimane, nel tentativo di stabilizzare il tasso di cambio e riportare l’inflazione (ora al 12,2%) sotto controllo. Le recenti mosse dell’Istituto suggeriscono che il presidente Erdogan e il suo team siano pronti a consentire l’adozione di decisioni politiche più sensate. In definitiva – conclude Foley – esiste una ragionevole probabilità che le tensioni politiche interne possano diminuire a seguito delle elezioni e che la politica economica possa almeno marginalmente migliorare. Nel frattempo, riteniamo che il mercato turco rimarrà volatile, motivo per cui continueremo ad essere cauti.

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Argomenti: Bond Turchia

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