ENI: nuovi bond per pagare il dividendo

In arrivo due nuove emissioni obbligazionarie tasso fisso e variabile del cane a sei zampe fino a 2 miliardi di euro. Il gruppo petrolifero italiano distribuirà a breve un acconto del dividendo 2011 per lo stesso importo.Offerta destinata ai piccoli risparmiatori al via dal 14 Settembre, lotto minimo 2.000 euro

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Torna a ringhiare il cane a sei zampe dopo la campagna italiana di Libia. Ha fame, fame di quattrini, soldi freschi, quelli che la guerra condotta sull’altra sponda del Mediterraneo gli ha sottratto dal bilancio del primo semestre del 2011, chiusosi con utile netto in calo del 6% a 3,8 miliardi di euro. Ma ha fame anche il Ministero dell’Economia che controlla ENI. Ha fame di dividendi al punto che nel bel mezzo di una crisi finanziaria che sembra non finire mai, il board guidato da Paolo Scaroni ha deciso, non già di far tirare il fiato al gruppo petrolifero italiano, ma di spremerlo di un altro 4% facendogli sputare 80 milioni in più di utili a valere sull’acconto del dividendo 2011 (0,52 euro) che sarà distribuito fra pochi giorni (19 settembre). L’acconto non è una novità, anzi sono ormai alcuni anni che le più grandi società quotate esercitano questa opzione per remunerare gli azionisti, tuttavia la scelta di aumentare il pay pout in un momento di difficoltà finanziaria generale, e particolare per quanto riguarda ENI, sembra alquanto discutibile. OBBLIGAZIONI PER PAGARE IL DIVIDENDO In questo contesto va analizzata la decisione del colosso petrolifero di emettere, in un momento non proprio ideale, nuove obbligazioni per raccogliere denaro fresco fino a due miliardi di euro entro un mese. Facendo due calcoli, infatti, ci si accorge che l’acconto del dividendo moltiplicato per il numero delle azioni fa proprio due miliardi di euro, la cifra che ENI – come si legge nel prospetto informativo – è pronta a raccogliere dal mercato “per finalità di gestione operativa generale del gruppo, inclusi il rifinanziamento ed il consolidamento dell’indebitamento a breve termine”. Frasi un po’ difficili da comprendere per chi non si occupa di analisi finanziaria o non è addetto ai lavori e che lascia molti dubbi sull’effettivo impiego delle risorse che verranno raccolte in coincidenza con lo stacco del dividendo di Settembre. In altre parole, da un certo punto di vista, sembra che l’acconto del dividendo sarà pagato dai nuovi sottoscrittori di obbligazioni. Questo almeno nell’immediato, poiché a tutti gli effetti – come riporta Bloomberg – ENI è in trattativa con Gdf Suez per rilevare una quota di giacimenti di petrolio e gas nel Mare del Nord per cui occorrono almeno 600 milioni di euro di pronta cassa. In ogni caso, comunque la si giri, il cane a sei zampe è pronto a rivolgersi al pubblico indistinto per ottenere nuovi fondi. LOTTO MINIMO 2.000 EURO Ma veniamo ai dettagli dell’offerta del gruppo petrolifero italiano, una delle rare stelle che ancora brillano sul nostro listino e che gode di continui apprezzamenti da parte degli operatori del mercato non avendo nulla da invidiare ai più blasonati competitors mondiali.

Come si legge dal prospetto sintetico approvato dalla Consob, le nuove obbligazioni Eni 2011 sono riservate ai risparmiatori italiani, per un valore complessivo massimo di un miliardo di euro che potrà essere aumentato sino a due miliardi in caso di eccesso di domanda (come prevedibile). I risparmiatori potranno sottoscrivere le obbligazioni Eni a sei anni sia a tasso fisso che a tasso variabile. In entrambi i casi il capitale sarà rimborsato interamente alla scadenza. L’offerta si svolgerà dal 14 settembre al 4 ottobre 2011, salvo chiusura anticipata e salvi i casi di adesione on-line e fuori sede. Il lotto minimo sottoscrivibile, sia per le obbligazioni a tasso fisso sia per quelle a tasso variabile, è di 2.000 euro, pari a 2 obbligazioni, con possibili incrementi pari ad almeno 1 obbligazione, per un valore nominale di 1.000 euro ciascuna. Il rendimento dei bond a tasso fisso, spiega Eni, ”sarà determinato sommando un margine – il quale sarà compreso tra 180 e 280 punti base e verrà definito al termine del periodo di offerta – al tasso mid swap a 6 anni”.
Per il tasso variabile gli interessi ”saranno indicizzati all’Euribor a 6 mesi, maggiorato di un margine, che sarà compreso tra 180 e 280 punti base e che verrà definito al termine del periodo d’offerta’. Le nuove obbligazioni saranno quotate sul mercato telematico (Mot) al termine del periodo di offerta.

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