Eni lancia un bond a 12 anni per istituzionali. Cedola al 3,75%

Anche il colosso energetico italiano si è affacciato sul mercato dei capitali con un’emissione da 900 milioni. Debole la richiesta a fronte di un rendimento inferiore al 4%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Anche il colosso energetico italiano si è affacciato sul mercato dei capitali con un’emissione da 900 milioni.  Debole la richiesta a fronte di un rendimento inferiore al 4%

Inizio di settembre col vento in poppa per i corporate italiani. Dopo il lancio del bond ibrido a 60 anni da 1,25 miliardi da parte di ENEL, la riapertura di due precedenti emissioni di Snam Rete Gas e il collocamento di un quinquennale da parte di Acea, non poteva mancare all’appello ENI. Approfittando del particolare momento favorevole del mercato, forse volendo anticipare quello che potrebbe essere un peggioramento delle condizioni a livello di tassi in autunno, anche ENI ha lanciato un po’ a sorpresa, in quanto a tempistica, un prestito obbligazionario da 900 milioni di euro con durata 12 anni. Il collocamento del nuovo bond si inserisce nel programma Euro Medium Term Notes approvato lo scorso 30 Maggio dal Cda per l’emissione fino a 3 miliardi di euro di obbligazioni entro tre anni.

 

Obbligazioni ENI tasso fisso 3,75% 2025 in dettaglio

 

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Il nuovo bond ENI in euro (Isin XS0970852348) ha accolto, come sempre, il favore degli investitori istituzionali a cui era stato riservato il collocamento e che hanno risposto con richieste per 1,45 volte l’offerta. Un bid to cover non particolarmente interessante – secondo alcuni operatori – che fanno notare come solo due mesi fa Eni aveva collocato un’obbligazione decennale da 1 miliardo di euro, incassando una domanda quattro volte superiore. Del resto, il rendimento dell’obbligazione è stato fissato a 130 punti base sopra il tasso midswap, dopo un’iniziale indicazione di rendimento tra 135 e 140 punti base sopra il tasso midswap. Gli investitori forse si aspettavano qualcosa di più dal cane a sei zampe per una obbligazione che va oltre i 10 anni e che, al netto delle imposte sugli interessi (20%), rende meno dei titoli di stato di analoga durata. Il titolo, scadenza settembre 2025 e cedola al 3,75%, è stato prezzato a reoffer 99,487 e sarà presto quotato alla borsa del Lussemburgo, negoziabile per tagli minimi di 100.000 euro con multipli aggiuntivi di 1.000. Le banche che hanno gestito il collocamento sono Imi, Credit Agricole, Deutsche Bank, Goldman Sachs e Ing che hanno distribuito gli ordini principalmente in Francia, Germania, Regno Unito e Italia. Scopo della raccolta di nuovi fondi – comunica ENI con una nota – è quello di mantenere una struttura finanziaria equilibrata in relazione al rapporto tra indebitamento a breve e a medio-lungo termine e alla vita media del debito della società. Il rating Eni relativo al debito di lungo termine – ricorda la societa’ – e’ A3 (outlook negative) per Moody’s e A (credit watch negative) per Standard & Poor’s.

 

 

Semestrale ENI, utile dimezzato ma dall’Africa arrivano buone notizie

ENI ha archiviato il primo semestre con utili netti più che dimezzati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, a 1,82 miliardi, ma in compenso ha annunciato un’importante scoperta di olio e gas nell’offshore del Congo e in Mozambico (Semestrale Eni in forte ribasso: pesano crisi ingegneria e Saipem). 

Il gruppo ha infatti comunicato un’importante scoperta di olio e gas nell’offshore del Congo. ENI stima i volumi della scoperta, provati con i due pozzi sinora perforati, in circa 600 milioni di barili di olio e 20 miliardi di metri cubi di gas in posto – si legge in una nota –. La struttura ha un considerevole potenziale aggiuntivo che verrà valutato con altri pozzi di delineazione. Notizia che ha fatto il paio con un’altra altrettanto importante riguardante la scoperta di un nuovo giacimento in Mozambico (Eni: nuovo giacimento in Mozambico). [fumettoforumright]

Come annunciato recentemente in una nota, ENI sottolinea che, secondo stime preliminari, la struttura di Agulha possa contenere tra i 176 e i 247 miliardi di metri cubi di gas in posto (tra i 5 e i 7 Trillion cubic feet). Il pozzo di Agulha, è il decimo perforato nell’Area 4 dell’offshore mozambicana, dove l’attività esplorativa ha riscontrato un tasso di successo del 100%. Per finire, fra le ultime novità di ENI degne di nota, ricordiamo la firma dell’Ad Scaroni per la creazione di una joint venture in Venezuela con la compagnia di Stato PDVSA per lo sfruttamento del maxi giacimento di Perla (circa 170 milioni di barili)

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni societarie, Obbligazioni ENI

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