Eni, in arrivo nuove obbligazioni per 3 miliardi

Il Cda ha deliberato l’emissione di bond riservati a investitori istituzionali. I proventi potranno essere utilizzati per mantenere una struttura finanziaria equilibrata o per nuove acquisizioni

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Il Cda ha deliberato l’emissione di bond riservati a investitori istituzionali. I proventi potranno essere utilizzati per mantenere una struttura finanziaria equilibrata o per nuove acquisizioni

Dopo l’approvazione del bilancio 2012 e la cessione del 6,7% del capitale sociale di Galp Energia, ENI ha deliberato la possibile emissione di nuovi bond. Il Consiglio di Amministrazione – come riporta una nota del gruppo -ha deliberato la possibile emissione di uno o più prestiti obbligazionari Eni, da collocare presso investitori istituzionali, per un ammontare complessivo fino a 3 miliardi di euro o equivalente in altra valuta, da emettersi in una o più tranche entro il 30 maggio 2014.

Le emissioni perseguono l’obiettivo di mantenere una struttura finanziaria equilibrata in relazione al rapporto tra indebitamento a breve e a medio-lungo termine e alla vita media del debito. I prestiti potranno essere quotati presso uno o più mercati regolamentati.

 

Rendimento obbligazioni ENI inferiore a quello dei titoli di stato

 

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Dal punto di vista dell’emittente questo è sicuramente un periodo favorevole per rastrellare denaro a basso costo. I rendimenti dei titoli “investment grade” – osserva Jimmy Rogers della divisione obbligazionaria corporate di Barclay – offrono la possibilità alle società di andare sul mercato dei capitali  sfruttando tassi che non si sono mai visti prima. Per le società molto indebitate ed esposte in maniera significativa con le banche si tratta di vera e propria manna dal cielo, poiché si va a pagare giusto il costo dell’inflazione più un leggero spread. Il bond ENI 4% giugno 2020 da un miliardo di euro (Isin XS0521000975), collocato tre anni fa, ad esempio, rende il 2,18% prezzando ai massimi di periodo intorno a quota 112,50 (prezzo di collocamento a 99,83) con un rialzo del 12,69% da quando è stato emesso (vedi grafico). Un rendimento che è addirittura inferiore a quello del Btp 4,50% febbraio 2020 che a 106 rende il 3,50% lordo a scadenza. Mentre il bond ENI 5,875% scadenza gennaio 2024 (Isin XS0400780887) offre un rendimento dello 0,60%, di poco superiore al Bot semestrale (0,54%). Cosa significa questo? In parole semplice – conclude Rogers – i prezzi sui corporate appaiono molto tirati e il rischio di andare su scadenze lunghe in nuova emissione rischia di comportare perdite in conto capitale. Se vi sarà un rialzo dei tassi sui mercati, poi, questi titoli saranno i primi a scendere di prezzo.

D’altro canto, sulle scadenze corte ENI è a corto di fiato perché i rendimenti sono al pari dei Bot e, a parità di tasso, conviene stare sui titoli di stato per via della minore imposizione fiscale sugli interessi (12,50%).

 

ENI cede Galp Energia per 667 milioni di euro

 

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Fra le altre novità di rilievo, come già nell’aria da tempo, ENI ha comunicato formalmente di aver concluso con successo il collocamento di 55.452.341 azioni ordinarie, pari a circa il 6,7% del capitale sociale di Galp Energia SGPS S.A. (Galp). Il corrispettivo complessivo dell’Offerta è risultato pari a circa Euro 677,6 milioni. L’Offerta, realizzata attraverso un accelerated bookbuilding rivolto ad investitori istituzionali qualificati, si è chiusa ad un prezzo finale pari a 12,22 euro per azione. L’operazione verrà regolata in data 5 giugno 2013 mediante consegna dei titoli agli investitori e pagamento del corrispettivo ad Eni. Per finalizzare l’operazione Eni si è avvalsa di Goldman Sachs e Mediobanca in qualità di Joint Bookrunners. A seguito della cessione Eni detiene il 16,34% di Galp di cui l’8% a servizio dell’exchangeable bond di circa € 1.028 milioni emesso il 30 novembre 2012 con scadenza 30 novembre 2015 e l’8,34% soggetto a determinati diritti esercitabili da Amorim Energia e precedentemente comunicati al mercato (Eni completa la cessione del 6,7% di Galp).

 

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