Enel pronta a lanciare obbligazioni a 60 anni: rendimento e caratteristiche

Dopo il collocamento di Telecom Italia, anche il colosso energetico sta sondando il terreno per emettere un bond ibrido da 750 milioni. In rampa di lancio anche nuove obbligazioni retail a tasso fisso e variabile

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Dopo il collocamento di Telecom Italia, anche il colosso energetico sta sondando il terreno per emettere un bond ibrido da 750 milioni. In rampa di lancio anche nuove obbligazioni retail a tasso fisso e variabile

Anche Enel è in procinto di immettere sul mercato obbligazioni ibride. La società non conferma le indiscrezioni del mercato, ma pare che i vertici finanziari del gruppo, all’indomani della presentazione dei conti annuali 2012, abbiano già preso formali contatti con le banche sondando il terreno, sia per un’emissione a tasso variabile e fisso rivolta al mercato retail con rendimento intorno al 3,50%, sia una emissione di 60 anni con rendimento in area 7% rivolta a investitori istituzionali. Si tratta di una prima fondamentale tappa del di rifinanziamento per il 2013, secondo il programma Flexible Euro Medium Term Notes già approvato da Enel –  che nel complesso dovrebbero apportare un gettito di 3 miliardi di euro entro l’anno. La strada era già stata aperta da Telecom Italia che pochi giorni fa, fra indugi e preoccupazioni della vigilia, era riuscita a collocare sul mercato un titolo ibrido da 750 milioni di euro a 60 anni rivolto a investitori istituzionali con rendimento inferiore all’8% alla prima data utile per il richiamo anticipato dopo 10 anni (call). (Bond Telecom Italia a 60 anni: risultati del collocamento)

 

Bond ibrido Enel 60 anni con call nel 2023 e rendimento al 7%

 

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Quindi, anche il colosso energetico italiano starebbe studiando l’emissione di un titolo con le stesse caratteristiche di quello lanciato da Telecom italia, ma con cedola inferiore considerando anche il miglior merito creditizio (BBB+ per S&P’s e Fitch e Baa2 per Moody’s) e visto il successo ottenuto dall’azienda presieduta da Franco Bernabé. La struttura classica per gli ibridi – osservano gli analisti –  è quella di una scadenza lunghissima, normalmente a 60 anni, ma con un’opzione call da esercitare dopo 5 o dopo 10 anni. Così, Enel – osservano gli analisti – se dovesse emettere un buon ibrido alle attuali condizioni di mercato potrebbe risparmiare in termini di cedola anche 125 punti base rispetto a Telecom Italia. Per la guidance, va detto che il colosso elettrico ha sul mercato diversi bond con scadenza 2018, in coincidenza quindi con una eventuale call a 5 anni: il bond Enel febbraio 2018 che quota oggi uno spread sullo swap a 260 pb, il bond Enel gennaio 2018 che quota 230 pb e il bond Enel giugno 2018 a 245 pb. Non lontano è comunque anche il bond 2023, che fa da riferimento per la call al decimo anno, con uno spread a 270 pb oggi. Per un bond ibrido – riferiscono gli esperti della Reuters – si considera normalmente uno spread sopra il bond senior attorno ai 300 punti base, il che significherebbe per Enel uno spread in area 550 punti base sul tasso swap, ossia un rendimento nell’ordine del 6,5%, in base alle quotazioni attuali: caro, ma, certo, meno oneroso della perdita di valore dell’intero debito come spesso accade in relazione a un eventuale declassamento.

 

Obbligazioni Enel a tasso fisso e variabile per mettere in sicurezza i conti

 

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Le intenzioni della società energetica italiana sono quelle di raccogliere 5 miliardi entro il 2015, di cui 3 miliardi già quest’anno, anche per mettere in sicurezza i conti in previsione del perdurare della stagnazione economica. L’operazione di ricorrere a un bond ibrido è vista come una delle misure per aumentare la flessibilità finanziaria e convincere le agenzie a preservare il rating, cosa di cui Enel potrebbe risentirne sotto il profilo della redditività a causa dei bassi consumi energetici, nonostante l’aumento dei ricavi a livello di gruppo (utile netto in calo del 79%). L’emissione di un bond simile – avvertono gli analisti di Moody’s – potrebbe avere qualche implicazione positiva sul credito, ma non è la soluzione alle sfide di questi e altri gruppi energetici evidenziando anche che alcune società hanno cominciato a esaurire le possibilità interne per proteggere il loro profilo finanziario e hanno bisogno di ricorrere a opzioni esterne. Ragion per cui, si pensa che il colosso energetico lascerà molto più spazio al collocamento del bond senior rivolto alla clientela retail il cui prospetto dovrebbe essere messo a disposizione già a fine mese. L’annuncio era stato fatto dallo stesso Ad di Enel Fulvio Conti (foto sopra) in occasione delle presentazione dei risultati 2012. Al momento non si conoscono ancora le caratteristiche, ma alcune fonti finanziarie dicono che il rendimento che sarà proposto viaggerà intorno al 3,50% per una durata di 5-6 anni, in linea con il prestito obbligazionario Enel Finance International Tv 2012-2018 (IT0004794159) lanciato nel febbraio dello scorso anno che potrebbe servire da riferimento per il prossimo. Probabilmente l’emissione verrà anche accompagnata da una tranche a tasso fisso, come è avvenuto ultimamente nelle ultime edizioni di bond al retail Enel, così da offrire all’investitore la doppia possibilità di scelta fra tasso fisso e tasso variabile per un ammontare complessivo che si aggirerà sui 1.500 milioni di euro.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni societarie, Obbligazioni ENEL

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