ENEL in sterline per sfruttare il rialzo dei tassi della BOE

Chi ha investito nelle obbligazioni del colosso energetico italiano ha guadagnato oltre il 30%. Il trend positivo potrebbe continuare con l’indebolimento dell’euro

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Chi ha investito nelle obbligazioni del colosso energetico italiano ha guadagnato oltre il 30%. Il trend positivo potrebbe continuare con l’indebolimento dell’euro

Prosegue il rafforzamento della sterlina inglese sui mercati valutari. La banca Centrale d’Inghilterra forse alzerà i tassi d’interesse già quest’anno, portandoli da 0,50 a 0,75 per cento. Del resto l’economia britannica, a differenza di quella continentale, si sta allungano il ritmo di crescita e appaiono inevitabili i primi segnali di surriscaldamento del tasso d’inflazione.

Quale occasione migliore quindi per scegliere d’investire in obbligazioni in sterline britanniche. Il pound (GBP), da inizio anno si è rafforzato del 8,50% passando da 0,875 a circa 0,800 per un euro, anticipando quello che dovrebbe essere il trend dei prossimi mesi in considerazione del graduale indebolimento dell’euro.   Obbligazioni Enel International Finance in sterline (GBP)   [fumettoforumright]Così, ad esempio, chi ha investito in obbligazioni ENEL denominate in sterline negli ultimi otto-nove mesi ha guadagnato, non solo sul cambio, ma anche sul prezzo. Il bond Enel Finance International 5,625% 2024 (XS0452188054), ad esempio, si è apprezzato in un anno del 17% passando da 96 a 113. Contestualmente l’euro si è indebolito nei confronti della sterlina del 8% circa. Un mix che ha indubbiamente fatto la felicità degli investitori che hanno scelto di puntare sulle obbligazioni in valuta del colosso energetico italiano. Ora il rendimento si è schiacciato intorno al 4%, ma non è escluso che il trend possa continuare – osserva un trader – almeno per quanto riguarda il rafforzamento della sterlina, giacché i rendimenti dei bond ENEL in sterline appaiono abbastanza tirati ormai. A meno che non si punti su scadenze più lunghe, come le obbligazioni da 14 miliardi di sterline Enel Finance International 5,75% 2040 (XS0452187320). Nonostante abbiano già messo a segno un rialzo di quasi il 30% da un anno a questa parte, pare ci sia ancora un po’ di spazio di apprezzamento del titolo essendo il rendimento di poco inferiore al 5%, a sconto rispetto alla concorrenza europea. Il titolo, quotato anche sul mercato Euro TLX, è negoziabile per importi minimi di 50.000 euro nominali, è molto liquido e, al momento, scambia intorno a 112.   Enel, ricavi in calo ma utili sopra le attese nel primo semestre   Enel gode di un rating “investment grade” (BBB e Baa2 rispettivamente per Standard & Poor’s e Moody’s) e, nonostante il calo dei ricavi a causa del periodo congiunturale in Italia, gli analisti sono concordi nel ritenere che l’azienda controllata dallo Stato possa fare bene nei prossimi esercizi. Nel primo semestre 2014 il risultato netto del gruppo Enel è ammontato a 1,685 miliardi euro, in progresso dello 0,3% a/a rispetto ai 1,680 miliardi dello stesso periodo del 2013.
L’utile netto ordinario, si legge in una nota, è pari a 1,572 miliardi euro, in calo di 80 mln (-4,8%) rispetto ai 1,652 miliardi rilevati nel primo semestre dello scorso anno. I ricavi sono stati pari a 36,101 miliardi, in calo dell’8,1% a/a, principalmente alla luce di minori ricavi da vendita e trasporto di energia elettrica, da attribuire essenzialmente alle minori quantità generate e vendute, nonché all’andamento sfavorevole dei tassi di cambio di alcune valute dei Paesi in cui il gruppo opera rispetto all’euro. L’Ebitda è stato pari a 7,878 miliardi (-3,3% a/a). In particolare, i sopracitati proventi da cessione e da rimisurazione a fair value e il miglioramento del margine dalle attività effettuate in Italia sono stati più che compensati dal decremento dei risultati delle divisioni Iberia e America Latina e Energie Rinnovabili, che hanno risentito degli effetti negativi derivanti da alcuni mutamenti regolatori in Spagna particolarmente penalizzanti per le società di generazione sia da fonte convenzionale che rinnovabile, e dall’effetto negativo dell’apprezzamento dell’euro nei confronti di alcune valute dei Paesi in cui il gruppo opera. Infine, al 30 giugno scorso l’indebitamento finanziario netto era pari a 43,073 miliardi, in aumento dell’8,5% rispetto ai 39,706 miliardi al 31 dicembre 2013. L’incidenza dell’indebitamento finanziario netto sul patrimonio netto complessivo, il cosiddetto rapporto debt to equity, si attesta a 0,81 a fronte di 0,75 di fine 2013.

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