ENEL emette nuove obbligazioni per 2,25 miliardi e sbarca in Russia

Richieste cinque volte superiori per le nuove obbligazioni del colosso elettrico italiano. Offerta una cedola del 4,625% per la scadenza al 2015 e del 5,75% per quella al 201 con rendimenti simili a quelli dei titoli di stato. Enel è in prima fila per le privatizzazioni russe

di , pubblicato il
Richieste cinque volte superiori per le nuove obbligazioni del colosso elettrico italiano. Offerta una cedola del 4,625% per la scadenza al 2015 e del 5,75% per quella al 201 con rendimenti simili a quelli dei titoli di stato. Enel è in prima fila per le privatizzazioni russe

Prestito obbligazionario Enel: richieste molto superiori all’offerta – Richieste ben quattro volte superiori all’offerta iniziale per le nuove obbligazioni Enel spa. Alla faccia della crisi, verrebbe da dire. In un contesto di mercati difficili e in preda alla volatilità, il colosso elettrico italiano è riuscito a chiudere le prenotazioni in pochi minuti sui nuovi titoli a tasso fisso emessi per un ammontare complessivo di 2,25 miliardi di euro a favore di investitori istituzionali. Il successo è ancora più apprezzabile se si pensa che il collocamento è avvenuto in un contesto particolare reso ancor più difficile dall’ammonimento che Enel aveva lanciato la scorsa settimana circa il rischio di non riuscire a garantire per il 2012 gli stessi dividendi Enel degli anni passati a causa della famigerata Robin Tax (aliquota IRES) che il governo ha innalzato dal 6,5% al 10,5% per le società energetiche (a tal proposito, ricordiamo che il prossimo 21 Novembre Enel distribuirà un acconto sul dividendo 2011 di 0,10 centesimi per un ammontare complessivo di 940 milioni di euro). Ma nonostante tutto, Enel è riuscita a piazzare senza difficoltà sul mercato, tramite la sua controllata Enel Finance International N.V., una obbligazione in due tranches da 2,25 miliardi.

Rendimento bond Enel – La prima tranche da 1,25 miliardi prevede un tasso fisso del 4,625% fino al 24 giugno 2015 (Isin: XS0695403765) e offre un rendimento lordo a scadenza del 4,69%, mentre la seconda da 1 miliardo offre una cedola del 5,75% con scadenza 24 ottobre 2018 (Inis: XS0695401801) e prevede un rendimento del 5,86%. La richiesta dei nuovi titoli, lotto minimo da 100 mila euro, è arrivata soprattutto da Francia e Inghilterra, ma non si sono fatti scappare la preda nemmeno gli istituzionali italiani al punto che le domande complessive hanno raggiunto i 12 miliardi di euro. Enel – riporta una nota dell’agenzia Reuters – è sempre stato tra i fiori all’occhiello italiani del mercato dei capitali, con gli investitori che la paragonano a un governativo e l’apprezzano per le sue frequenti emissioni. Ma una risposta così, forse nemmeno i lead manager se l’aspettavano. Fra questi, Barclays, BNP Paribas e Deutsche Bank sono stati i global coordinator dell’emissione a cui si sono aggiunti Banca Imi, BBVA, Santander e UniCredit.

PIU’ ENEL E MENO BTP NEI PORTAFOGLI

Il titolo Enel in borsa

“Enel, come probabilmente altri emittenti nei prossimi giorni – fanno osservare da Barclay – ha approfittato della buona finestra di mercato, con restringimento di spread di oggi, per tornare sul mercato”.

Ma non è solo questo il fattore che ha spinto il colosso energetico a collocare in borsa nuove obbligazioni per un ammontare che ha visto richieste che il Ministero dell’Economia si sogna di questi tempi. La crisi del debito pubblico italiano – spiega un analista di Unicredit – sta spingendo piano piano gli investitori più attenti a prediligere con particolare attenzione le società corporate che offrono maggiori garanzie a livello di immagine rispetto ai titoli del debito pubblico italiano, martoriati in questo periodo da una speculazione selvaggia e forse ingiustificata. A costo di rimetterci anche sugli interessi, giacché dal 2012 le cedole maturate sui titoli obbligazionari non di stato verranno tassate al 20% e non più al 12,50%. Inoltre, i bilanci delle utilities controllate dallo Stato sono più che buoni e la consolidata capacità di generare un alto cash flow è sicuramente un ulteriore elemento che va a favore di Enel a garanzia dell’onorabilità dei suoi interessi sui prestiti obbligazionari. Il rating Moody’s di Enel, per quanto possa ancora contare affidarsi alle valutazioni delle agenzie internazionali, è A3, un gradino inferiore a quello assegnato all’Italia, ma con la differenza che, stando ai rispettivi rendimenti sul debito, questi ultimi appaiono pienamente affidabili nella stessa misura di quelli di Enel.
A titolo di esempio, il bond Enel 5% 2021, emesso lo scorso mese di luglio rende il 5,75% (XS0647298883), esattamente come il BTP 3,75% 2021 (IT0004009673). A parte ciò, gli investitori internazionali, in un clima leggermente migliorato, stanno realizzando che detenere titoli con un rating più elevato, a rendimenti che faticano a coprire l’inflazione, è alla fine anti-economico e quindi alcuni di essi stanno cominciando a diversificare il loro portafoglio guardando anche altre opportunità.

ENEL E LA CAMPAGNA DI RUSSIA

L’obiettivo di rastrellare nuove risorse finanziarie – osserva un analista – non essendo finalizzato al rimborso di debiti in scadenza, sembra orientato più che altro ad affrontare i futuri investimenti di Enel in Russia. Nei prossimi tre anni, infatti, saranno privatizzate dal governo di Mosca compagnie cruciali operanti nei settori dell’energia e delle infrastrutture per un valore di decine di miliardi di dollari (si stima più di 60) ed Enel, insieme ad ENI, è tra i candidati italiani interessati ad aggiudicarsi una fetta del succoso business. Proprio il giorno dell’emissione dei nuovi titoli obbligazionari si è tenuta a Mosca una riunione plenaria del Consiglio consultivo per gli investimenti stranieri, alla presenza del premier Vladimir Putin e di quattro ministri russi insieme a una quarantina di rappresentanti di società straniere che parteciperanno alle privatizzazioni fra cui Fulvio Conti, Ad di Enel. Del resto la compagnia energetica italiana è ben vista in Russia perché considerata un pioniere nella riforma del mercato dell’energia russa, essendo stato il primo gruppo straniero a investire in una società di generazione nata dallo scorporo di Rao Ues. Lo scorso mese di luglio, Enel ha inaugurato due nuove centrali, una nel Caucaso (Stavropolsky kray) e l’altra negli Urali (Ekaterinburg) diventando la prima azienda elettrica a completare i suoi impegni d’investimento nella realizzazione di nuova capacità produttiva in Russia.

 

 

 

Argomenti: