Effetto BCE: spread a 95 punti, Bot, CTZ e BTP sottozero

La BCE rivedrà a dicembre il quantitative easing. Scendono ancora i rendimenti dei titoli di stato e il BTP decennale ora rende 1,45%. Vale ancora la pena comprarlo?

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La BCE rivedrà a dicembre il quantitative easing. Scendono ancora i rendimenti dei titoli di stato e il BTP decennale ora rende 1,45%. Vale ancora la pena comprarlo?

Titoli di stato in forte rialzo in tutta l’eurozona. Dal Portogallo alla Grecia passando per i paesi core, i prezzi dei bond governativi sono ben comprati dagli investitori istituzionali. A spingere gli acquisti sono state le parole del presidente della BCE Mario Draghi il quale ieri ha precisato che “il grado di espansione monetaria dovrà essere riesaminato alla nostra riunione di dicembre, quando saranno disponibili nuove stime macroeconomiche”. Tradotto, significa che fra poco più di un mese la Banca Centrale Europea adotterà nuove e più incisive misure per dare impulso alla ripresa economica dell’Eurozona. Fra le varie opzioni, quella più accreditata dagli analisti è una espansione del programma di acquisto di titoli di stato (quantitative easing) nella misura e nel tempo: la BCE potrebbe estendere i termini oltre settembre 2016, quando scade il programma attuale, e potenziare il ritmo di acquisto da 60 a 80 miliardi al mese. Non solo, Draghi starebbe discutendo con gli altri governatori delle banche centrali europee per intervenire anche sui tassi interbancari, oggi a -0,20%, e potrebbero scendere ancora obbligando così le banche a depositare a mettere maggiormente in circolo la propria liquidità.   Bot, Ctz e Btp offrono rendimenti negativi. BTP decennale a 1,45%   Dal punto di vista operativo, lo spread del BTP decennale fra BTP e Bund è andato a 95 bp per un rendimento del 1,46%, pur considerando che anche il Bund è stato ben comprato dagli investitori internazionali.

Ma anche nel resto d’Europa i differenziali sono scesi parecchio, soprattutto fra i paesi non core: la Spagna è a 109, il Portogallo a 185, l’Irlanda a 56 e la Grecia a 710. Ma la cosa che più impressiona è che anche l’Italia sta cominciando a offrire tassi d’interesse negativi fino a 2 anni. Quindi per BOT e CTZ il rendimento è di pochissimo inferiore allo zero, mentre il BTP con scadenza a due anni rende -0,006%. Un toccasana per i conti dello Stato italiano che potrà rifinanziarsi a costi minori e soprattutto potrà allungare di molto le scadenze sui BTP andando ad emettere obbligazioni oltre i 15 anni.

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