Ecuador lancia bond decennale con rendimento 8%

A sei anni dal default, il paese guidato da Rafael Correa ha cambiato pelle. Crescita del Pil, bassa disoccupazione e riforme radicali hanno riaperto le porte agli investitori

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A sei anni dal default, il paese guidato da Rafael Correa ha cambiato pelle. Crescita del Pil, bassa disoccupazione e riforme radicali hanno riaperto le porte agli investitori

L’Ecuador torna a rifinanziarsi sui mercati internazionali. A distanza di sei anni dal default da 10 miliardi di dollari, il piccolo stato sudamericano, con il coordinamento di Credit Suisse Group e Citigroup, ha collocato alla pari e con successo un prestito obbligazionario da 2 miliardi di dollari. L’importo è stato interamente sottoscritto dagli investitori e sancisce il ritorno fiducioso del Ecuador sul mercato dei capitali dopo che nel lontano 2008 il presidente Rafael Correa aveva disconosciuto gli interessi sul debito estero per 3,2 miliardi di dollari rendendo il paese di fatto insolvente. La causa del default, più che altro imputabile a fattori economici quali la caduta del prezzo del petrolio e la crisi internazionale, era imputabile anche all’abbandono della moneta nazionale nel 2000 (sucre), sostituita dal dollaro. Il debito fu quindi riacquistato dal Ecuador al 35% del valore nominale ma il paese non riuscì più a chiedere soldi in prestito.   Obbligazioni Ecuador 7,95% 2024 in dettaglio   [fumettoforumright]Il nuovo bond Ecuador è stato lanciato pochi giorni fa, ma era da almeno 5 mesi che se ne progettava il collocamento. Si tratta di una obbligazione da 2.000 miliardi di dollari (Isin XS1080330704) della durata decennale che è stata venduta a investitori istituzionali e qualificati di tutto il mondo, soprattutto alla Cina, principale paese finanziatore dell’Ecuador. Il bond, sarà presto quotato alla borsa del Lussemburgo e pagherà una cedola fissa del 7,95% su base semestrale il 20 giugno e 20 dicembre di ogni anno. Il taglio minimo di trattazione è pari a 200.000 dollari con multipli aggiuntivi di 1.000, mentre il rendimento si aggira intorno al 8% considerando che i primi scambi OTC (over the counter) vedono i prezzi appena sotto la pari. I soldi raccolti saranno utilizzati dal Ecuador per rafforzare la posizione finanziaria dello Stato e, in particolare, per sviluppare le infrastrutture del paese e la rete di trasporti. Parte del ricavato sarà destinato anche al rimborso dell’altro titolo di stato emesso nel 2005 per 650 milioni, l’Ecuador 9,375% 2015 (Isin USP8055QDE90) che non era finito in default e scambia a 107. Il rating assegnato al debito del Ecuador è B per Standard & Poor’s e Fitch, e Caa1 per Moody’s.   Ecuador, il quadro macroeconomico è favorevole   Secondo gli analisti, benché il debito del Ecuador sia attualmente gestibile e sotto controllo, restano ancora aperte le ferite causate dal default del 2008. Gli investitori – dice Moody’s – hanno risposto all’offerta più che altro perché sono alla disperata ricerca di rendimenti appetibili fra i paesi emergenti, compresi quelli africani appartenenti alla nuova frontiera. Non a caso il recente collocamento di 2 miliardi di obbligazioni del Kenya ha fatto il tutto esaurito. Ciò nonostante, dal default del 2008, l’Ecuador ha fatto passi da gigante e al momento risulta il più piccolo e ricco paese della regione andina. La popolazione, in costante crescita negli ultimi anni, risulta aver superato abbondantemente i 15 milioni di abitanti con una forte concentrazione nelle grandi città e nelle aree urbane in costante espansione. L’attuale quadro macroeconomico dell’Ecuador – osservano gli esperti – presenta oggi una situazione generale favorevole, malgrado il difficile contesto internazionale. In effetti, la crescita del PIL negli ultimi anni è stata esponenziale con previsioni per il 2014 del 4,7%, come evidenziano i dati della Banca Centrale dell’Ecuador e altre stime di fonti internazionali. Una crescita costruita grazie alla forte politica sociale del presidente Correa. La disoccupazione è scesa al 4,1% alla fine dello scorso anno (minimo storico da almeno 25 anni), la povertà è diminuita del 27% dal 2006, la spesa pubblica per l’istruzione è più che raddoppiata, in termini reali, la spesa sociale è incrementata notevolmente, includendo una vasta espansione del credito edilizio sovvenzionato dal Governo. I pagamenti degli interessi sul debito pubblico dell’Ecuador sono meno dell’1% del PIL, piuttosto contenuti quindi, mentre il rapporto debito pubblico/PIL è un modesto 25%.

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