Economia globale in ripresa, Europa può crescere dell’1,5%-2%

L'economia europea può crescere oltre 1,50%. In aumento le emissioni di bond convertibili. I rischi geopolitici indeboliscono il dollaro

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L'economia europea può crescere oltre 1,50%. In aumento le emissioni di bond convertibili. I rischi geopolitici indeboliscono il dollaro

L’Europa può crescere del 1,5%-2%. I recenti dati macroeconomici si sono rivelati generalmente buoni mostrando una netta accelerazione dell’economia USA nel secondo trimestre, con un tasso di crescita annualizzato del 3,0%, rispetto all1,2% registrato nel periodo precedente. Una più robusta spesa dei consumatori e per gli investimenti sono alla base della miglior performance trimestrale dell’economia dall’inizio 2015.

 

Nel frattempo, l’economia dell’ Eurozona è cresciuta dello 0,6% nel secondo trimestre rispetto al +0,5% del trimestre precedente, il tasso di crescita più veloce in sei anni. Anche i dati Pmi hanno indicato un aumento dell’attività economica nell’Eurozona ad agosto rispetto a luglio, guidato dalla forza nella produzione. In Giappone, la crescita economica del secondo trimestre ha sorpreso in positivo, con un rafforzamento della spesa dei consumatori e degli investimenti capitali che hanno generato un tasso di crescita del 4% rispetto al 2,5% originariamente stimato. Allo stesso tempo, l’inflazione dei prezzi al consumo core ha accelerato allo 0,5% a luglio, rispetto allo 0,4% del mese precedente. I titoli azionari giapponesi sono stati solo minimamente impattati dalle recenti attività bellicose della Corea del Nord.

 

I bond convertibili

 

Le nuove emissioni di obbligazioni convertibili si sono attestate a 5,3 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti hanno visto ripetute emissioni da parte di società farmaceutiche come BioMarin Pharmaceutical e Jazz Pharmaceuticals, mentre in Europa sono stati TAG Immobilien e Leg Immobilien, due fondi di investimento real estate (REITs) a tornare sul mercato. In Giappone, la capogruppo All Nippon Airways (ANA), ha emesso tranche di bond convertibili.

 

Outlook

 

Il miglioramento della crescita globale, che dovrebbe investire tutte le regioni, una bassa inflazione e utili societari in miglioramento continuano a essere catalizzatori positivi per i mercati finanziari. Per l’economia europea, l’aspettativa è di una crescita tra l’1,5% e il 2%. In seguito ad anni di stagnazione degli utili in Europa, le società dovrebbero cominciare a beneficiare dell’aumento dei ricavi, osserva Anja Eijking, gestore del fondo F&C Global Convertible Bond di BMO Global Asset Management. Ciò, unito con il processo di ristrutturazione avvenuto negli ultimi anni, dovrebbe tradursi in maggiori utili in futuro. Per gli Stati Uniti continuiamo ad aspettarci una crescita intorno al 2,3% e dell’1% circa per il Giappone, mentre per la Cina ci aspettiamo che il tasso di crescita si attesti 6,5%.

 

Tuttavia, i rischi geopolitici sono aumentati. La mancanza di esecuzione sui piani politici del Presidente americano Trump, in particolare l’incertezza riguardo allo stimolo fiscale, potrebbe ritardare gli investimenti. Un consenso in declino e la possibilità che i Democratici conquistino la maggioranza al Congresso alle elezioni del prossimo anno, potrebbero diventare altrettanto un punto focale. Abbiamo citato prima i rischi di lungo periodo derivanti dalla presidenza statunitense per via delle potenziali incertezze derivanti dal protezionismo e dalle elezioni internazionali. Le crescenti tensioni con la Corea del Nord sono poi un’ulteriore preoccupazione.

 

L’ Euro si è rafforzato rispetto al dollaro grazie al risultato delle elezioni europee e alla differenza tra i dati economici delle due aree. Ciò potrebbe impattare negativamente l’economia europea e gli utili societari. In questo scenario, su un orizzonte temporale di un anno, a fronte di un movimento del mercato azionario tra il +20% e il -17,5%, ci attendiamo che le obbligazioni convertibili possano offrire un rendimento tra il +12,5% e il -7,1%, rispettivamente.

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Argomenti: Macroeconomia